Proteste
A Punta Ala l’ultimo saluto a Tettucci
Il ricordo della figlia del fotografo: «Ora è da lassù che stai scattando la tua immagine più bella»
PUNTA ALA. Si terranno stamattina a Punta Ala, alle 11, i funerali di Sergio Tettucci, il fotografo fiorentino che si è spento lunedì dopo una grave malattia, a 73 anni, e che nella località costiera era conosciutissimo e aveva un suo studio. E che dagli anni Settanta aveva scelto il territorio di Castiglione della Pescaia per vivere e lavorare.
La figlia Eufrosini lo ricorda con un affettuosa lettera. «C'era un tempo in cui erano gli uomini a creare le situazioni - vi si legge - Con le loro identità consciamente mutabili, con i loro sogni ambiziosi di semplicità, con l'impavido amore romantico e il credo perpetuo di un giovane appassionato, con la spiccata curiosità che solo il cambiamento poteva generare. Questi stessi uomini erano anche definiti stravaganti, artisti, folli, utopistici. A volte addirittura troppo energici. Ma non è questo il punto. La cosa incredibile per noi è la semplicità e la basilarità di questo concetto che si racchiude in sole due parole: loro erano! Loro erano liberi di essere. Come? Semplicemente liberi di essere come erano. Ed è questo profumo di libertà. Profumo di verità. Profumo di vita accettata. Che io spero abbiano colto tutti coloro che hanno conosciuto persone come mio padre, Sergio Tettucci, il suo e il nostro caro Giorgio Romoli, il grande argentiere Brandimarte e tutti coloro che non hanno mai avuto paura di essere felici e liberi nell'esserlo».
Prosegue la figlia: «Oggi Punta Ala piange. Piange l'ultimo dei suoi padri. E in quanto figlia comprendo appieno la triste sensazione di solitudine. Con loro ci sentivamo più protetti. Meno impauriti. Più sognatori. E tutto arricchito da un profondo senso di gioia e risa. Io figlia di uno di loro, insieme alla mia cara “sorella” Gianna Romoli, siamo però sicure e convinte che la grandezza di certi uomini non la si debba ricercare la nelle loro vite, ma nei loro messaggi. In ciò che lasciano nei cuori di coloro che li hanno conosciuti, nei luoghi che hanno amato. A Punta Ala. Nel vento, nella vita. Cuori oggi un po’ più liberi e felici. Grazie babbo. E come ha detto un nostro amico: è da lassù che ora stai scattando la tua foto più bella. Viva la vita. Sempre».
(en.gi.)
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