Il Tirreno

Grosseto

Pompa del metano ko: prima rincari record, poi chiude

Gabriele Baldanzi
Il bar chiuso del distributore in via Aurelia Nord a Grosseto
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Il bar chiuso del distributore in via Aurelia Nord a Grosseto

Il distributore di via Aurelia Nord è scollegato dalla rete dal 23 dicembre e ora sono sospesi anche i rifornimenti via gomma: automobilisti infuriati

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GROSSETO. Dal 23 dicembre il distributore di metano in via Aurelia Nord è stato scollegato dalla condotta di adduzione. Fino a tre giorni fa il gas, per garantire i rifornimenti alle auto e agli autobus, è stato portato nella stazione cittadina via gomma, con le autocisterne. Poi il gestore, Mario Galanti, ha deciso di interrompere questa attività alternativa di conferimento, troppo onerosa, economicamente sconveniente per lui e per la clientela.

Centinaia di grossetani in possesso di vetture bi-fuel, cioè alimentate a metano e benzina, si sono ritrovati spiazzati e da ieri monta una forte protesta, con segnalazioni anche alla nostra redazione. Del disagio è stato informato anche il Comune di Grosseto, che conta una decina di mezzi alimentati a metano, tra cui l’auto che trasporta il primo cittadino.

In un primo momento si era parlato di un guasto alla rete nel tratto che collega la linea principale con le sei pompe, ma le cose stanno diversamente. «Anche oggi (lunedì 12 gennaio, ndc) non ho fatto altro che dare spiegazioni e dire ai clienti di pazientare. Sono mortificato. Purtroppo non dipende da me. Io ci rimetto migliaia di euro…».

Galanti a Grosseto lo conoscono in molti; è un riferimento con la sua officina. E l’impianto che gestisce arriva a servire oltre mille auto al giorno. L’area di rifornimento comprende sei pompe, ma in questo momento si può fare solo il pieno di gpl. Chiuso anche il bar-ristoro.

«L’interruzione del servizio si è verificata per un problema che è in via di risoluzione – spiega Luca Presentati della Eco Gas, con sede legale a Ravenna – presto verrà tutto risolto». Di più non è dato sapere. Il motivo di questo blocco, che riguarda anche la stazione di Montescudaio, in località Poggio Gagliardo, sempre della società Eco Gas, sarebbe di natura amministrativa. E non tecnica. A Snam ed Eni, infatti, non risultano guasti o problemi tecnici di alcun genere. La proprietà, comunque, ha garantito una soluzione. Parole già sentite la settimana scorsa.

A Grosseto nel periodo natalizio, uno di quelli di maggior afflusso, il prezzo del metano era lievitato da pochi centesimi sopra l’euro a 1,22, poi era salito a 1,25, infine a 1,29, oltre 25 centesimi in più al chilo rispetto agli erogatori di Paganico, sulla Senese. Gli automobilisti, tutti, erano rimasti negativamente sorpresi. «E nonostante il prezzo molto più alto e il comprensibile malcontento – sono ancora parole di Mario Galanti – io c’ho rimesso oltre tremila euro a ogni trasporto. Credevo che la situazione si sbloccasse rapidamente e non mi andava di mettere in difficoltà una clientela consolidata. Così avevamo studiato una soluzione alternativa ma non è sostenibile. Al momento quindi siamo chiusi».

Per la cronaca in provincia di Grosseto gli impianti di distribuzione del metano sono soltanto 4: oltre a Grosseto città, Paganico, Orbetello e Follonica (dove si riscontra il prezzo più basso: 0,995 euro al chilo). In zona, nonostante la penuria di impianti si contano centinaia di auto a metano, perché oggi questo tipo di alimentazione rappresenta una valida alternativa agli altri carburanti per le autovetture. È ecologico, economico e assolutamente sicuro. L’Italia ha il parco vetture a metano più grande d’Europa e il secondo al mondo.

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