Il Tirreno

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UNIVERSITÀ

Ciao Siena, per studiare adesso andiamo a Pisa

Stefano Taglione
Ciao Siena, per studiare adesso andiamo a Pisa

L’ateneo della città della Torre conquista un maremmano su quattro Il calo delle iscrizioni è comunque generalizzato negli ultimi dieci anni

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GROSSETO. Ciao Siena, andiamo a Pisa. Questa frase – probabilmente mai pronunciata nella realtà – riassume le scelte degli studenti grossetani (di tutta la provincia) compiute negli ultimi dieci anni subito dopo aver ottenuto il diploma di maturità. I ragazzi usciti dalle scuole superiori, con il tempo, hanno abbandonato la vicina Siena per spostarsi verso Pisa (dove attualmente va oltre un giovane su quattro). E anche Firenze – all’epoca seconda scelta dei maremmani – ha ceduto il passo alla città della Torre, nel cui ateneo – secondo gli ultimi dati Miur – nell’anno accademico 2013 2014 si sono immatricolati 249 studenti, contro i 197 di Siena e i 174 di Firenze. Pisa, insomma, se prima era appena la terza opzione sulle tre disponibili all’interno della nostra regione, ora per i grossetani è addirittura la prima. È ciò che emerge dai numeri del dicastero, che abbiamo confrontato ogni cinque anni dall’anno accademico 2003/2004 fino all’anno scorso. Diversi ragazzi, fra l’altro, fanno i pendolari (così come alcuni professori) mentre altri hanno preferito prendere casa fuori.

Siena in caduta libera. Nell’anno accademico 2003/2004 ben 479 studenti provenienti dalla provincia di Grosseto si erano immatricolati ai corsi di laurea triennale e a ciclo unico dell’università di Siena. Oggi gli stessi ragazzi sono 197 (il 59% in meno). Più in generale l’ateneo senese, nello stesso lasso di tempo, ha visto dimezzare sia le immatricolazioni assolute sia quelle dei toscani, quindi la crisi è probabilmente più ampia. Ma nel medesimo periodo analizzato Pisa cresce. E tanto: +70% di iscrizioni (da 140 e 249) mentre Firenze cala (da 263 a 164 immatricolazioni, -34%). In quarta posizione, come preferenze, nell’anno accademico 2013/2014 troviamo La Sapienza di Roma con 38 iscrizioni (erano 60 dieci anni prima) seguita dall’università degli Studi della Tuscia (con 24, 38 nel 2003/2004).

Calo generale. Dall’anno accademico 2003/2004 al 2013/2014 quasi uno studente maremmano su quattro non ha più continuato gli studi universitari. È ciò che emerge dai dati del Miur. Undici anni fa gli immatricolati residenti in provincia, in tutti gli atenei italiani, furono 1.104, mentre lo scorso anno sono stati 835. Nello stesso periodo analizzato, nel Belpaese, ci sono state circa 70mila iscrizioni in meno (-20,8%). Solo in Toscana, le defezioni, sono state 3.758 (il 20,7%). La Maremma è quindi al di sopra della media, con una flessione del 24,4%. A livello di università, invece, Pisa ha perso il 4,7% degli immatricolati totali, Firenze il 23,8% e Siena il 48,3%.

Milano supera Bologna. Undici anni fa da Grosseto a Milano si trasferirono appena tre studenti per iscriversi alle lauree triennali e a ciclo unico dell’università statale. L’anno scorso, invece, fra lo stesso ateneo pubblico, la Bocconi, la Cattolica (che però non ha sede solo nella città lombarda) e il Politecnico sono stati 24. E la città prossima ad ospitare l’Expo, in quanto a scelta, ha superato Bologna, ferma a 22 immatricolazioni dalle 27 del 2003/2004. Gli atenei di Milano hanno sopravanzato anche la vicina università della Tuscia. E le università romane (con 68 iscrizioni in tutto) potrebbero essere le prossime a subire il sorpasso.

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