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Eden, microabusi nel mirino dei vigili

Francesca Ferri
 Eden, microabusi nel mirino dei vigili

La Municipale contesta tinteggiature e condizionatori mancanti, la società si difende: «Variazioni comunicate: è follia»

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GROSSETO. «Mancata realizzazione di una scossalina lungo il bordo della pensilina di ingresso, diversa conformazione della porta principale, inadempimento della prescrizione per la tinteggiatura del motore del condizionatore per la stanza dei dj, mancata installazione della macchina frigorifera, mancata colorazione degli infissi in grigio canna di fucile e del bordo in cemento come prescritto dalla Soprintendenza».

La polizia municipale ha pubblicato l’elenco degli abusi edilizi riscontrati a dicembre e, nella lista, tra case tirate su di sana pianta senso lo straccio di un permesso, terrazzi chiusi senza autorizzazione, vasche per liquami mai passate dai protocolli comunali, c’è anche un capitolo che riguarda la sala Eden, lo storico locale sulle Mura di Grosseto tornato a rivivere dopo anni di chiusura e abbandono.

Il locale è di proprietà del Comune che solo quest’anno ha trovato un gestore, la società Capital communication. La quale, sborsando la bellezza di un milione di euro, centesimo più, centesimo meno, ha recuperato una struttura che appartiene alla storia della città e a novembre l’ha inauguarata.

Un investimento enorme e che ha richiesto un mucchio di carte e permessi, poiché la zona delle mura è vincolata e ogni intervento va concordato con la Soprintendenza. I vigili urbani, poi, sono tenuti a controllare che le prescrizioni siano rispettate.

Così è stato il 5 dicembre, quando gli agenti si sono presentati alla sala Eden. Ed è venuto fuori che il grigio usato per tinteggiare il motore del condizionatore non era della stessa tonalità chiesta; che mancava una scossalina, cioè una lastra che dal tetto convoglia l’acqua nella grondaia; che non c’era il condizionatore d’aria e altri dettagli.

«Qui siamo alla follia», dice Claudio Barbieri, della Capital communication. «Abbiamo riqualificato una zona malsana, maltenuta, abbiamo allontanato i drogati, riaperto un locale e si viene ad attaccare un imprenditore che ha investito oltre un milione di euro per queste piccolezze. Bastava telefonarci, avremmo spiegato loro che non c’è nessun abuso. Il Comune ha fatto un autogol».

Barbieri spiega che ogni variante al progetto iniziale è stata documentata e depositata in Comune. «Alcuni aspetti non è possibile prevederli a priori, ma vanno valutati in corso d’opera – spiega – per questo a ottobre abbiamo depositato in Comune le varianti. Il problema è che tra gli uffici non si parlano».

Nel merito delle contestazioni, Barbieri allarga le braccia. «Il condizionatore ad esempio – spiega – non l’abbiamo messo perché, andando verso l’inverno, abbiamo deciso di aspettare l’estate, per poter comprare un modello nuovo. Quanto al grigio, ma come fa il vigile a valutare il colore da 18 metri di distanza e con il sole che ci batte sopra? Quello è un grigio canna di fucile: la ditta che ha fatto i lavori lo ha certificato. Insomma, stiamo parlando di sfumature, e qui si pubblica tutto all’Albo pretorio e si avverte la Procura: guardate che queste cose costano, costano soldi pubblici».

Il comando della municipale sostiene che, però, le contestazioni sono legittime e che, rispetto agli atti del Comune, i vigili hanno trovato delle difformità. Ad ogni modo domani ci sarà un incontro chiarificatore, in comune, tra la società e gli uffici dell’edilizia privata.

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