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Grosseto

Tirrenica, Sel attacca la Provincia

Tirrenica, Sel attacca la Provincia

Il partito chiede di andare avanti con il ricorso al Consiglio di Stato

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GROSSETO. Parte all’attacco Sinistra Ecologia e Libertà sulla questione dell’autostrada. È Sel a chiedere alla Provincia che venisse rispettata la decisione della passata giunta provinciale di ricorrere in appello al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di bocciare il ricorso presentato nel 2013 per annullare la delibera del Cipe con cui è stato approvato il progetto definitivo Sat dell'A12. «Al di là dei posizionamenti ideologici di chi è a favore o contrario all'autostrada - dice Marco Sabatini, coordinatore di Sel - crediamo prima di tutto che l'annullamento di quell'atto rappresenti un elemento di verità e di giustizia in un contesto, quello delle grandi opere italiane, che purtroppo affonda da tempo nella melma. Siamo profondamente convinti che, sia nel merito che nel metodo, la delibera ministeriale sia profondamente sbagliata ed evidentemente illegittima in quanto non tiene conto delle opinioni delle istituzioni territoriali, delle comunità, della normativa nazionale ed europea sugli appalti e sulle opere pubbliche. Del resto la storia della Tirrenica ha già mostrato i limiti e le distorsioni dei rapporti tra pubblico e privato in questa vicenda».

È una presa di posizione netta, quella di Sel. «Vogliamo ricordare ancora una volta cosa ha rappresentato la figura di Bargone, presidente della Sat (società privata concessionaria dell'opera) e commissario straordinario strapagato del Governo per la realizzazione dell'opera stessa - dice ancora Sabatini - costretto per fortuna alle dimissioni dopo le pressioni dei nostri parlamentari e del nostro territorio? Vogliamo ricordare la proroga della concessione, illegittima agli occhi dell’Unione Europea oppure gli appalti assegnati senza procedura di evidenza pubblica nei tratti dove l'autostrada è in costruzione?».

Secondo il partito della sinistra, non ci sarebbero insomma le condizioni per realizzare un'autostrada nell'interesse dei cittadini e del territorio. Secondo loro, la soluzione più immediata è puntare sulla messa in sicurezza dell'Aurelia e sul potenziamento della ferrovia.

«Per questi motivi, secondo noi - aggiunge Sabatini - la delibera Cipe va annullata, anche a costo di spendere 3mila euro di soldi pubblici che, tra l'altro, rappresentano grossomodo la cifra che la Provincia sarebbe certamente costretta a pagare per le spese processuali a seguito della sentenza del Tar proprio se non ricorresse in appello. Crediamo che questo territorio valga più di 3mila euro e che questa cifra rappresenta nulla rispetto al danno anche economico di un' idea di autostrada folle che, nonostante tutto, ha dalla sua un progetto definitivo approvato che, è il caso di ricordarlo, privatizza l’Aurelia laddove la strada è già in sicurezza, e prevede ipotesi di tracciato, nei tratti ancora sospesi, che rischiano di incrementare drammaticamente le problematiche di natura idraulica già presenti in zone delicate come Albinia».

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