Sicurezza
La carica delle imprese pro geotermia
Trentaquattro ditte firmano un documento a favore dell’alta entalpia: «Fonte di lavoro, senza tracolla l’intero sistema»
CASTEL DEL PIANO. «L’alta entalpia garantisce una differenziazione degli assi economici dell’Amiata ed è sicuramente una grossa opportunità di lavoro per persone, imprese, indotto». Trentaquattro imprese di tutta l’Amiata si schierano a sostegno della geotermia. Sono: Tenci Tullio, Rossi Marcello, Bramerini Francesco & figli, Vichi Angelo, Amiata Clim, Ctm, Ciaffarafà Teobaldo&c, Amiata Bitumi, Edilmonte, Dondolini Costruzioni, coop Boscaglia, coop Edilcoop, Baiocchi&Giuliacci, coop Prisma, coop Geoamiata, coop Silva, coop Tecnostrade, coop Val d’Orcia, Bachiorrini Paolo, Gaggi Domenico, Ciaffarafà Patrizio, Vichi Marcello, Pomi Roberto, Falsetti Ilario, Ciaffarafà Daniele, Loma, Rosati Gastone, 4 mt, Severini, Alfa impianti, Guasconi Andrea, Elettrica Cappelletti, Giglietti Massimo, Rosati Davide, BB Tecnoimpianti.
Un documento senza se e senza ma, delle aziende amiatine che offrono servizi e si occupano di edilizia, manutenzione, movimento terra, elettricità, idraulica, carpenteria. Un serbatoio di lavoro per la montagna di oltre 350 persone e che ritengono la presenza delle centrali geotermiche, una concreta opportunità di lavoro. Una risposta a chi, d’altro canto, di geotermia proprio non ne vuol sentire parlare, come le aziende che operano nel mondo dell’agroalimentare in Val d’Orcia e sono contrarie alla geotermia, anche nella sua versione meno impattante.
Le 34 imprese a favore della geotermia, dunque, appartengono a tutta l’Amiata: Santa Fiora, Arcidosso, Piancastagnaio, Castell’Azzara, Sorano, Abbadia San Salvatore, Castel del Piano, tra le province di Grosseto e Siena. Una cordata dell’imprenditoria montana senza la quale, dicono loro stessi, la disoccupazione toccherebbe percentuali da capogiro e l’Amiata non avrebbe retto botta alla crisi.
«Le opportunità uniche dell’Amiata sono tutte legate alle risorse originali del territorio: da una parte i prodotti di qualità e il turismo verde, dall’altra la produzione di energia geotermica. Un tessuto imprenditoriale complessivamente sano, che ha la necessità di convivere in maniera equilibrata. Pena il tracollo dell’intero sistema, con perdita di centinaia di posti di lavoro. Negli ultimi due anni, molte imprese locali che occupano alle proprie dipendenze 350 maestranze, hanno operato per Enel prima nel riassesto di Piancastagnaio e poi a Bagnore 4, per un totale di lavori svolti di circa 12 milioni di euro; enorme l’indotto: ristoranti, bar, alberghi, distributori di carburanti e negozi».
Il documento sottolinea anche le altre possibilità date dalla geotermia col teleriscaldamento e calore per uso industriale: «Lo sviluppo della geotermia ad alta entalpia nell’Amiata è dunque una prospettiva da percorrere senza pregiudizi, continuando a mantenere alta l’attenzione per la salute e dell’ambiente come per qualsiasi processo industriale».
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