Sicurezza
Il vescovo Borghetti lascia la diocesi
È stato Papa Francesco a chiedere al monsignore di andare ad occuparsi di Albegna e Imperia come commissario
PITIGLIANO. Anche se a più riprese i media lo avevano dato in partenza dalla diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello non c'è alcun dubbio che la decisione del Papa di nominare Guglielmo Borghetti vescovo coadiutore della diocesi di Albenga-Imperia ha spiazzato tutti. È stato lo stesso Borghetti a comunicarlo ieri mattina a Pitigliano al consiglio presbiterale. Sembra che sia stato Papa Francesco in persona a chiedere a Borghetti di andare ad occuparsi di una diocesi “complicata” dove di fatto almeno per i primi mesi andrà a svolgere il compito di commissario. Alcuni sacerdoti hanno commentato che «è stato un fulmine a ciel sereno» e di tale stupore non fa mistero neanche il sito ufficiale della diocesi che definisce tale notizia «inattesa e sconcertante» ed in un passaggio la scelta viene commentata con queste esplicite parole: «difficile da accettare». Per chiarire completamente lo stato d'animo della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello basta leggere il pezzo di apertura del sito che riferendosi alla convocazione del consiglio presbiterale commenta: «di tutto si sarebbero aspettati di sentir dire dal vescovo tranne che quello che realmente hanno sentito: il Papa aveva nominato Guglielmo Borghetti vescovo coadiutore della diocesi di Albenga-Imperia».
Perchè tanta sorpresa? I motivi sono molteplici. Innanzitutto il monsignore Mario Meini, predecessore di Borghetti, era rimasto alla guida della diocesi esattamente dieci anni prima di essere trasferito a Fiesole e considerando che l'ingresso in diocesi dell'attuale vescovo era avvenuto il 26 settembre 2010 era lecito attendersi ancora qualche anno prima che venisse spostato in altra sede. Inoltre a settembre era iniziata la visita pastorale nelle varie e numerose parrocchie della diocesi, una visita che si sarebbe protratta fino al prossimo mese di dicembre. Nella vita di una diocesi la visita pastorale segna normalmente un passaggio dettato da tempi lunghi in cui non sono previsti improvvisi cambiamenti e la prima conseguenza è stata proprio l'immediata sospensione della visita pastorale. Tra i tanti interrogativi che sorgono in questo momento c'è anche il timore che la diocesi venga accorpata o addirittura assorbita da quella di Grosseto. Ovviamente tale ipotesi non vuole essere neanche presa in considerazioni dai fedeli e dai sacerdoti della zona sud della provincia che sono orgogliosi della propria identità e che hanno a cuore la storia secolare di una diocesi che nell'undicesimo secolo ha dato i natali ad un grande Papa come Gregorio VII. Proprio per scongiurare tale ipotetico accorpamento alla fine degli anni settanta il vescovo Giovanni D'Ascenzi con grande lungimiranza si adoperò per unire quella che fino ad allora era stata la diocesi di Pitigliano-Sovana alla zona della costa che era compresa nell'abbazia delle Tre fontane facendo nascere la diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Adesso quindi si apre una fase di incertezza e si prevedono tempi lunghi, almeno fino a Natale, prima di conoscere il nome del successore. Sicuramente il prossimo 24 gennaio, giorno in cui il vescovo incontrerà ad Orbetello i giornalisti nella ricorrenza del patrono degli operatori della comunicazione San Francesco di Sales ne sapremo di più. Nel frattempo la certezza è che in eredità alla diocesi rimarrà l'opera del vescovo Guglielmo Borghetti che oltre a rafforzare tutti i progetti in atto si è distinto per varie iniziative, tra le quali ricordiamo la volontà con cui ha spronato la nascita dell'associazione dei medici cattolici, ha incentivato l'apertura della libreria Paoline a Orbetello, ha inaugurato la casa di accoglienza Il Mandorlo a Polverosa. Insieme all'opera pastorale è stato sempre attento alle tematiche della comunicazione e al rapporto con i media.
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