Il Tirreno

Grosseto

Cento in piazza con le fiaccole e le matite

Cento in piazza con le fiaccole e le matite

Studenti e cittadini ricordano le vittime delle stragi iniziate con il raid al settimanale Charlie Hebdo

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Un centinaio di persone, fra studenti e cittadini, ha partecipato ieri sera alla fiaccolata di solidarietà organizzata in centro a Grosseto in seguito ai tre giorni di terrore che hanno insanguinato Parigi, prima con la strage nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo poi con il doppio blitz che ha portato all'uccisione di tre terroristi ma anche di un poliziotto e di quattro ostaggi.

«È inutile, anzi dannoso, che si utilizzi populisticamente la morte di vite innocenti per incitare all'odio e al razzismo. È importante non confondere gli assassini con i musulmani e non fare di un atto terroristico un pretesto per attaccare determinate categorie sociali» è stato detto, fra l'altro, nella preparazione della manifestazione.

«Nei giorni successivi alla strage in tutta Europa ci sono state manifestazioni di solidarietà per le vittime dell'attentato, a cui hanno preso parte cittadini, associazioni e istituzioni - afferma la coordinatrice della Rete degli studenti Sara Giannessi - Anche a Grosseto é stata organizzata dalle associazioni del territorio una fiaccolata per ricordare le vittime della strage con partenza da piazza Rosselli ,per ricordare che tra le vittime troviamo la libertà di stampa e soprattutto la libertà d'espressione, diritto inviolabile di un essere umano».

«Come Rete degli studenti medi - dice ancora Giannessi - crediamo che la risposta che si debba dare a quanto successo sia una forte mobilitazione, che vada a riaffermare la centralità della libertà di espressione, senza cadere nella strumentalizzazione dell'attentato, che porta a puntare il dito contro un'intera comunità religiosa. Infatti, il rischio che si corre, soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale come questo, è che si alimenti l'odio e la violenza. Per questo motivo ci teniamo che nelle discussioni su questo argomento si abbia chiaro che la risposta che bisogna dare non è la dichiarazione di guerra all'islam o agli immigrati, ma una maggiore integrazione, accoglienza ed apertura - concludono i ragazzi della Rete - Il problema non è la religione, il problema è la violenza! Bisogna punire chi arma, chi istiga e chi giustifica tali atti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze