Sicurezza
«Speriamo di aver toccato il fondo»
«Speriamo di aver toccato il fondo». Il direttore ella Caritas diocesana don Enzo Capitani ha davanti a sé i dati della Caritas per il 2014. «Nella loro drammaticità – dice – sono numeri che...
«Speriamo di aver toccato il fondo». Il direttore ella Caritas diocesana don Enzo Capitani ha davanti a sé i dati della Caritas per il 2014. «Nella loro drammaticità – dice – sono numeri che diventano segno di speranza perché rispetto al 2013 abbiamo dovuto servire solo 80 pasti in più, mentre quell'anno, rispetto al 2012, avevamo avuto un aumento di duemila pasti. Speriamo davvero che questi numeri significhino che si è toccato il fondo della crisi e della povertà a Grosseto».
La Caritas partecipa al Priogetto Policoro e don Enzo ricorda che nel 1978, quando fu ordinato sacerdote, «la provincia di Grosseto aveva un grande polo siderurgico a nord, al Casone di Scarlino, un altro polo industriale a sud, a Orbetello, con la Sipe Nobel, e a Grosseto c'erano Mabro ed Eurovinil, dopo quasi quaranta anni di quello che c'era è rimasto quasi nulla, e adesso c'è quasi solo turismo e agricoltura in questa provincia, «ma è difficile – dice don Enzo – pensare di mantenere un territorio solo con questi due comparti». Il direttore della Caritas ricorda, poi, che 40 anni fa «la percentuale di disoccupazione era pari a quella di Avellino, tra il 15 e il 16 per cento: c'è stata, negli anni, una risalita, ma probabilmente adesso non siamo tanto lontani da quelle percentuali». In questo quadro il messaggio di don Enzo è chiaro. «È il momento – dice – di non aspettarsi soluzioni dalle istituzioni, non è più il momento di delegare i vari problemi sociali ai tanti soggetti che se ne occupano: occorre deistituzionalizzare la povertà che è un problema di tutta la società, non della Caritas, del Comune o del Coeso». (e.p.)
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