Il dolore
«Senza defibrillatori si continua a morire»
C’è anche chi, come alcuni esponenti politici, sottolinea un presunto “gap” su cui più volte, in altri fatti di cronaca, si sono puntati i riflettori. Ed è la mancanza di defibrillatori, strumenti...
C’è anche chi, come alcuni esponenti politici, sottolinea un presunto “gap” su cui più volte, in altri fatti di cronaca, si sono puntati i riflettori. Ed è la mancanza di defibrillatori, strumenti considerati imprescindibili rispetto a una corretta gestione dell’emergenza. A sollevare il caso - dalla Regione - è un consigliere di Fratelli d’Italia. «Troppi ritardi: in Toscana si continua a morire nelle palestre e nei campi sportivi per la mancanza di defibrillatori, quando la normativa che impone gli strumenti in tutte le strutture sportive è ferma per la mancanza di un regolamento attuativo».
È quanto denuncia il consigliere regionale Paolo Marcheschi (FdI) all’indomani dell’ultimo episodio di un malore fatale avvenuto a Grosseto.
Marcheschi cita un proprio atto amministrativo, relativo proprio all’argomento in questione.
«La mia mozione sull’obbligatorietà dei defibrillatori risale al 2012 - spiega Marcheschi - ma la Regione Tscana ha rinviato l’entrata in vigore della legge fino a ottobre 2015 perché prima è necessario scrivere il regolamento attuativo della legge nazionale che nel frattempo è subentrata a quella toscana. Anche al momento dell’ultima proroga ho denunciato che le istituzioni continuano a far passare il tempo, quando nei campi sportivi e nelle palestre si continua a morire».
Burocrazia, insomma. E qualche tentennamento politico e amministrativo, che continuerebbe a dilazionare un efficace strumento salva-vita.
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