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sos albegna, parla il consorzio bonifica

«La Regione presenti gli studi chiesti all’Università»

«La Regione presenti gli studi chiesti all’Università»

ORBETELLO. «Abbiamo chiesto alla Regione Toscana di presentarci quanto prima gli studi che ha commissionato all’Università sullo studio del trasporto solido nel fiume Albegna». Questa la richiesta...

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ORBETELLO. «Abbiamo chiesto alla Regione Toscana di presentarci quanto prima gli studi che ha commissionato all’Università sullo studio del trasporto solido nel fiume Albegna». Questa la richiesta fatta a margine di un incontro avvenuto l’8 gennaio a Firenze fra il Consorzio di Bonifica e l’assessore regionale all'ambiente, Anna Rita Bramerini. «Un incontro prettamente tecnico – riferisce Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di bonifica (in foto) – a cui ha partecipato anche il professore dell’Università degli studi di Firenze a cui lo studio è stato affidato, Enio Paris. Secondo quanto riferisce Bellacchi, Paris (cui è stato affidato non solo lo studio del trasporto solido dell’Albegna ma anche dell’Ombrone) ha postodomande al Consorzio per definire lo studio che l’ateneo fiorentino sta portando avanti su richiesta della Regione. Paris avrebbe espresso la volontà di fare un sopralluogo in loco per vedere con i suoi occhi la situazione reale dell’Albegna. Un fiume che «si comporterebbe in maniera strana in alcuni punti». Insomma, la breccia all’interno del fiume che il fiume trasporta a valle sarebbe, se non l’unico problema dell’Albegna forse quello che una volta risolto potrebbe far dormire sonni tranquilli. E, proprio perché lo scavo del fiume rappresenta “il problema” dell’Albegna, Bellacchi ha chiesto che questo studio sia presentato quanto prima in modo che, al più presto, possano essere redatti i progetti per poter proseguire con i lavori. Uno studio che si vorrebbe terminato, al più tardi, fra un mese, un mese e mezzo e non oltre. Ma al di là dei tempi e degli studi una cosa è certa e sembra averla sostenuta anche Paris: la breccia nell’Albegna è tanta, per non dire troppa. Presto verrà fatto un altro sopralluogo nelle zone interessate per poter constatare lo stato del corso d’acqua che tante preoccupazioni dà alle popolazioni. Uno scavo atteso e sperato da tutti. Uno scavo che deve essere fatto, non solo a valle ma anche a monte, perché, quello che si toglie a valle, se non si toglie anche a monte, a valle si ritrova a ogni piena del fiume.

Ivana Agostini

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