Il dolore
La Diocesi aiuta chi ha un’idea
Progetto Policoro, attivata una rete di solidarietà. «Un messaggio di speranza per i giovani»
GROSSETO. Coltivare la speranza e dare il coraggio, e gli strumenti, per crearsi una propria occupazione e, magari, riuscire a far lavorare anche qualcun altro. In un momento buio per l'economia, e per quella locale in particolare, la Chiesa di Grosseto ha deciso di lanciare il “Progetto Policoro”, dall'omonima cittadina lucana in cui è nato a metà degli anni Novanta, per tentare di offrire risposte concrete al problema della disoccupazione, soprattutto giovanile.
Di fronte alla crisi, alla mancanza di prospettive e alla carenza di speranza, la Chiesa prova a dare una risposta che non vuol essere e non è un ufficio di collocamento, ma un percorso operativo e concreto che affronta il problema della disoccupazione attivando iniziative di formazione e una nuova cultura del lavoro per promuovere e sostenere coloro i quali hanno un’idea imprenditoriale. Il vescovo Rodolfo Cetoloni ha voluto fortemente che si avviasse questo progetto e ha messo al lavoro l'ufficio diocesano della pastorale sociale del lavoro per dare gambe a un'idea che altrove, in italia, ha già portato qualche frutto.
Il Progetto Policoro, infatti, ad oggi ha promosso la nascita di circa 600 esperienze lavorative tra cooperative, consorzi e imprese individuali, che danno lavoro a circa 8mila persone. Il direttore dell'ufficio della pastorale sociale e del lavoro, Gabriele Baccetti ha sottolineato che «non esistono ricette miracolose, ma possiamo accompagnare, con una rete di solidarietà, competenze e capacità operative molto vasta le varie iniziative imprenditoriali che si presenteranno». La rete è costituita dall'ufficio stesso, insieme alla pastorale giovanile e alla Caritas, ma della rete fanno parte anche soggetti come Confcooperative, Coldiretti, Cisl, Acli, e il Credito cooperativo con i quali, a livello nazionale, esistono già protocolli d’intesa.
La diocesi ha anche individuato un giovane Alessandro Corina, 26 anni, interior designer, affidandogli, per tre anni, il ruolo di animatore di comunità: sarà lui a farsi compagno di strada di quei suoi coetanei che abbiano un’idea imprenditoriale valida e desiderino concretizzarla. A fianco dell'animatore di comunità, un figura più esperta, un tutor, Aldo Turacchi, dipendente pubblico e componente dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro. «Vogliamo dare – ha detto Baccetti – un messaggio di speranza a chi è afflitto dal problema del lavoro, vogliamo far capire ai giovani che si può creare valore per se stessi e per gli altri». Il primo anno del progetto sarà dedicato prevalentemente a consolidare la rete dei contatti, ma Corinna chiarisce subito che il progetto è anche già immediatamente operativo, dunque, chi avesse un'idea imprenditoriale e volesse trovare il coraggio e gli strumenti per svilupparla, può già approfittare dell'occasione.
A Grosseto la segreteria del “Progetto Policoro” si trova in corso Carducci 11, nel palazzo vescovile ed è possibile contattare via email l’animatore di comunità, per sottoporre la propria idea imprenditoriale, scrivendo a diocesi.grosseto@progettopolicoro.it.
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