Il Tirreno

Grosseto

Tre sindaci amiatini contro l’Imu

La protesta a Roma per la tassa sui terreni agricoli e il rebus di quota 600

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CASTEL DEL PIANO. Ci saranno anche tre sindaci amiatini, lunedì a Roma, alla Camera dei deputati, a manifestare contro la decisione del governo di far pagare l’Imu su terreni agricoli, tassa che dovranno esigere dai concittadini perché il municipio si trova sotto i 600 metri di altitudine.

Degli otto comuni dell’Amiata grossetana, cinque sono “salvi”, perché hanno il palazzo comunale a un’altitudine oltre i 600 metri: Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Castell’Azzara, Semproniano. Invece Seggiano, Cinigiano e Roccalbegna hanno la “sfortuna” di essere sotto il limite indicato dalla legge come spartiacque dell’esonero, ma nello stesso tempo hanno molta parte del territorio in zona montana. Sono sopra i 600 metri molte frazioni e gran parte dei terreni che dovranno pagare la famigerata tassa. Basterebbe, dunque, spostare la sede legale del Comune. Alcuni lo hanno già fatto o minacciano di farlo.

Anche i sindaci amiatini ormai pensano che si debba trovare una simile soluzione. Il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli spiega: «La scelta di far pagare l’Imu sui terreni in base all’altitudine della sede comunale, si porta dietro l’effetto che terreni posti in altitudine definita “esentata”, sopra 600 metri, devono comunque pagare l’imposta perché il palazzo comunale è a un’altitudine inferiore. Dunque stiamo valutando seriamente di spostare la sede legale a Santa Caterina, dove ci sarebbe già un edificio pronto».

La pensano ugualmente Gianpiero Secco, sindaco di Seggiano, e Romina Sani, sindaco di Cinigiano. Andranno a Roma, perché ritengono iniqua la tassa e il metodo di scelta dei parametri: «Avere come indice di riferimento la casa comunale – dice Secco – non è corretto. Per ciò che riguarda il trasferimento della sede legale del Comune, io sarei dell’avviso di trasferirla a San Lorenzo, all’Unione dei comuni. I tributi sono delegati all’Unione e dunque mi parrebbe possibile». «I cinigianesi dovrebbero pagare 208.000 euro di Imu agricola – dice Sani – e per evitarlo siamo pronti a trasferire la sede legale a Castiglioncello Bandini, zona franca». (f.b.)

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