Il Tirreno

Grosseto

Patto di stabilità Provincia in affanno per 700mila euro

di Gabriele Baldanzi
Patto di stabilità Provincia in affanno per 700mila euro

Sono i soldi che mancano all’appello per non sforare Limate le spese per far quadrare i conti dell’ente

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GROSSETO. Una gimkana. Un lungo percorso a ostacoli. Manovre ardite pur di raggiungere il traguardo.

È quello che sta facendo la Provincia di Grosseto - a poche ore dal gong - per rispettare il Patto di Stabilità 2014. A ieri sera restavano da racimolare circa 700mila euro, ma ormai l'obiettivo dovrebbe essere centrato: la ragioneria di Palazzo Aldobrandeschi, al 99%, otterrà la promozione. Un via libera affatto scontato.

Si è lavorato infatti 8-10 ore al giorno per far quadrare i conti. All'albo pretorio il 29, 30 e 31 dicembre spiccavano diversi provvedimenti urgenti per il rispetto del Patto, impegni annullati o limati, un complesso sistema di risparmi di spesa compiuti praticamente su ogni capitolo, perfino sul sale da sciogliere nelle strade in caso di neve o gelo.

Ma, a parte i tagli, dove nascono queste difficoltà? Oggi, a mettere in discussione i conti sono le mancate liquidazioni riguardo a spese per lavori di manutenzione sulle strade regionali, già sostenute e rendicontate. Le Sr, infatti, sono praticamente “appaltate” alle Province. La Regione Toscana, però, è anch'essa in difficoltà economiche. Ha vincoli di cassa legati al Patto di stabilità e quindi sui pagamenti cerca di gestire le varie partite con il contagocce, finendo per non rispettare gli impegni assunti. Nel frattempo, però, le imprese che hanno lavorato per conto della Provincia hanno già riscosso. Ed ecco che si crea il buco.

Questo non accade solo a Grosseto, ma ovunque. E proprio da qui nascerebbero in Toscana almeno 4 situazioni di mancato rispetto del Patto di Stabilità e addirittura un pre-dissesto: soldi non arrivati da Firenze che hanno fatto saltare gli equilibri di bilancio dei governi provinciali.

I presidenti delle dieci Province sono tutti sulla stessa barca e, dopo aver incontrato l'assessore Bugli, hanno chiesto una riunione a Rossi, al più presto. Nel frattempo si è deciso di sospendere ogni altro tavolo, a partire da quello che avrebbe dovuto svolgersi ieri sul trasporto pubblico locale.

Ma in Maremma, tra le 'partite dovute' alla povera Provincia, ci sono anche denari provenienti dai Comuni (il famoso 5% Tefa), gettito raccolto dalle 28 municipalità, al momento stimato ma non ancora conteggiato, né tantomeno trasferito, trattandosi di modalità nuove. Al netto dei mancati introiti, negli ultimi mesi è stato messo in atto un controllo costante dei flussi, che ha portato a una drastica riduzione dello squilibrio contabile. Adesso manca solo un piccolo sforzo.

Ieri, intanto, c'è stato un incontro con i sindacati, mentre prosegue lo stato di agitazione e l'occupazione della sala consiliare, a palazzo Aldobrandeschi.

Bonifazi ha parlato per oltre 2 ore con i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, con i responsabili della Funzione pubblica, con la rsu. L'argomento Patto di Stabilità è stato solo sfiorato.

Il presidente ha ricordato che laddove salta il Patto, saltano anche i salari accessori e i premi di produttività e si va a una riduzione di opere pubbliche e servizi, oltre alla restituzione allo Stato dell'importo corrispondente allo sforamento. Ma il tema principale del tavolo era un altro: la strategia da utilizzare per dare ancora un senso (e visibilità) alla protesta.

«È stato un confronto costruttivo - sono ancora parole di Bonifazi - con diversi approfondimenti tematici di cui daranno conto i sindacati. La cosa certa è che ci troveremo ancora con Cgil, Cisl e Uil e con i dipendenti, perché la vertenza deve vederci sempre uniti e avere una prospettiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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