Il dolore
La differenziata non decolla e spacca la sinistra del Golfo
Dal 2008 il servizio è attivo in metà città, ma non è mai stato avviato nella parte restante Il Comune: «Contiamo di estenderlo a San Leopoldo entro la fine del 2015». Rifondazione scettica
FOLLONICA. Quella differenziata tanto agognata. Ed è bagarre nella sinistra del Golfo: Rifondazione è convinta che non si estenderà il porta a porta, dal Comune assicurano che invece quell’ambito ampliamento si farà.
Qualche anno fa pareva che Follonica fosse una delle città all’avanguardia rispetto al riciclo dei rifiuti (inceneritore a parte), o meglio: la partenza del primo progetto per la suddivisione della spazzatura faceva ben sperare. A febbraio del 2008, dopo che un anno e mezzo prima era partita la sperimentazione nel quartiere della 167 ovest, il porta a porta iniziò anche a Campi Alti, Corti Nuove, Capannino, San Luigi.
Cinque rioni su dodici, e un anno dopo si aggiunse anche la 167 est. Metà di Follonica coinvolta nel piano, all’epoca tutti credevano che a breve l’altra parte della città avrebbe cominciato a differenziare anch’essa i suoi scarti. E invece da allora sono passati sette anni, durante i quali nulla è cambiato, niente è stato fatto, perché? La giustificazione che venne data dal governo di allora fu che l’ampliamento costava troppo e i soldi non c’erano.
Tutto fermo quindi, nonostante siano state raccolte più di duemila firme per avviare l’estensione e che nel corso degli anni sporadicamente qualcuno sia tornato sull’argomento. Ora è uno di quei momenti in cui a Follonica la questione rifiuti torna a interessare la politica, ma nonostante se ne parli ancora non c’è nulla di certo sull’ampliamento del porta a porta. Se prima erano i soldi a bloccare il piano di estensione, ora sono sei lettere, Ato Sud, l’autorità che si occupa della gestione dei rifiuti per conto dei Comuni delle province di Siena, Arezzo e Grosseto. «Il piano inerente l’estensione del porta a porta è stato studiato da Ato Sud – spiega l’assessore all’ambiente, Mirjam Giorgieri – e prevede che entro cinque anni si arrivi all’80% di differenziata (oggi Follonica raggiunge il 45%): per noi andrebbe benissimo, ma non siamo soli a doverlo approvare, in tutto siamo sette Comuni del territorio coinvolti in questo progetto. Ciò implica che tutti dobbiamo accoglierlo: ora, se a Follonica la differenziata è già attiva in metà città, gli altri paesi con noi nel piano non hanno ancora iniziato la divisione dei rifiuti e quindi dovranno affrontare delle spese non indifferenti. Tutto questo se il piano verrà accettato da tutte e sette le amministrazioni: ci riuniremo prima della fine di gennaio. Se ci sarà l’approvazione allora pensiamo di dare il via al porta a porta nella zona dietro alla chiesa di San Leopoldo entro la fine del 2015». Ciò significa che comunque dopo sette anni (se tutto andrà come sperano nella giunta di Andrea Benini e non è detto, perché comunque non dipende solo da Follonica, ma dal giudizio di altre sei amministrazioni), l’estensione della differenziata non riguarderà alcuni quartieri, neppure due quartieri, ma nemmeno uno, bensì solo una parte del Centro. «L’ampliamento a stralci ci permetterebbe di ammortizzare le spese», spiega Giorgieri. Forse (ma solo forse) l’affermazione di Rifondazione («La differenziata a Follonica non verrà mai completata»), molto lontano dal vero alla fine non è.
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