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Cane maltrattato, quattordicimila firme per la petizione
Gli animalisti chiedono alla Procura di sequestrare il cucciolo di dogo restituito al padrone
GROSSETO. Le decisioni della Giustizia non devono certo muovere dal sentimento popolare. D’altro canto è difficile non tener conto dei sentimenti comuni che si levano dal basso quando si tratta di questioni che muovono le corde del sentimento e della partecipazione.
Difficile dunque ignorare la montagna di firme raccolte da tre associazioni animaliste – Maremma cane, Maremma randagia e El alma do dogo argentino – che il 3 gennaio hanno avviato una petizione on line per esprimere tutto il loro disappunto verso la Procura di Grosseto che non ha disposto il sequestro giudiziario del cucciolo di cane sul cui padrone pesa il sospetto di averlo maltrattato.
Le firme sono arrivate alla cifra stratosferica di 14.000 alla data di ieri. Un risultato davvero insperato per i promotori della petizione che adesso sperano che il magistrato incaricato del caso, il pm Marco Nassi, disponga il sequestro giudiziario del cane e lo tolga al suo padrone.
Quest’ultimo, infatti, fu visto da un testimone mentre sollevava il cane dal guinzaglio e lo faceva roteare. Il testimone filmò questa agghiacciante sequenza e raccontò di aver visto anche il proprietario prendere a calci la povera bestiola.
La denuncia fu raccontata dal Tirreno e la Procura, l’indomani, volle acquisire il filmato e aprì un fascicolo.
Il cane fu posto sotto sequestro amministrativo dal Servizio veterinario dell’Asl 9 di Grosseto. I veterinari volevano vedere se il cane presentava segni di maltrattamenti.
Dopo il periodo di osservazione, il proprietario ha fatto richiesta di riavere il dogo. E poiché nel frattempo la Procura non ha disposto il sequestro giudiziario, il cane è tornato a casa. Da qui la petizione delle tre associazioni, che sperano che il pm firmi, infine, il sequestro giudiziario. Questo provvedimento toglierebbe il cane alla custodia del proprietario finché le sue responsabilità non siano chiarite.
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