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MASSA MARITTIMA

Amatur al bivio, è polemica

Amatur al bivio, è polemica

Pubblico o privato? È botta e risposta tra Giuntini e Massa Comune

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MASSA MARITTIMA. Non sono mancati i commenti dopo la presa di posizione del sindaco Marcello Giuntini su Amatur, stringendo la partecipata in un angolo. Dare una svolta oppure dividere pubblico da privato: questo in buona sostanza il bivio davanti a cui si trova ora il consorzio.

Diversi operatori hanno plaudito alle parole del primo cittadino, mentre l’opposizione, che da settimane porta avanti una campagna contro Amatur e il suo ormai ex presidente Alessandro Giuliani, non si è fatta sfuggire l’occasione per tornare sull’argomento.

«Quando si arriva ad avere scoperti in banca per 104.000 euro non capisco come si fa a dire di avere un bilancio in positivo – si legge nel sito internet di Massa Comune - Per quanto riguarda la partecipazione del Comune in Amatur, ti sei mai chiesto perché la Regione al 1° gennaio 2011 ha deciso di chiudere tutte le Apt?». Ma soprattutto, Massa Comune torna ad attaccare Giuliani, chiedendogli espressamente di rinunciare al suo nuovo incarico nel consiglio d’amministrazione dell’Istituto Falusi. «Almeno fino a quando non avrà chiarito ogni dubbio sulla disastrosa situazione economica di Amatur» dicono dal movimento d’opposizione. Dal canto suo Giuntini risponde con precisione sui punti che riguardano la gestione economica del consorzio. «Mi sembra che si faccia un po’ di confusione tra i flussi finanziari e il conto economico – dice il sindaco – Riguardo ai 50.000 euro di trasferimenti dal Comune ad Amatur, che Massa Comune sbandiera scandalizzata, ci dicano i consiglieri di opposizione quanto pensano possa costare in un paese come Massa Marittima la gestione dell’ufficio turistico e l’organizzazione di un evento come il Toscana Foto Festival? Visto che a sentire Massa Comune sembra di riascoltare Bartali con il suo “è tutto sbagliato, è tutto da rifare”, ci dicano come vorrebbero riorganizzare l’ufficio ed i servizi turistici? E quanto pensano possa costare? Chi lo debba pagare? Con quali strumenti pensano di intercettare le risorse europee in fase di programmazione per il prossimo settennato?» (a.f.)

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