Il dolore
«Imu, il sindaco non farnetichi»
L’opposizione gigliese risponde al primo cittadino: il ricorso al Tar è giustificato
ISOLA DEL GIGLIO. «Il sindaco Sergio Ortelli la smetta di farneticare, di ascrivere agli altri le conseguenze della sua incapacità gestionale e annulli gli atti illegittimi». Questo il commento di Progetto Giglio alle parole del sindaco dell’isola in merito al ricorso presentato al Tar da alcuni gigliesi e dalla Confconsumatori sull’Imu. Secondo il gruppo sarebbero «semplicemente vergognose e non commentabili le dichiarazione di non avere risorse il prossimo anno per la scuola per colpa di questo civile, legittimo e sacrosanto ricorso».
Ma c’è di più. «Ortelli dovrebbe smettere anche di chiedere sempre più soldi ai cittadini e magari si preoccupasse di più dell’occupazione giovanile locale. Il ricorso - spiegano - è il risultato di un’azione amministrativa caratterizzata quantomeno da superficialità e dilettantismo». Tutto nasce da alcune delibere inerenti le tariffe Imu e l’addizionale Irpef approvate oltre il termine perentorio previsto dallo Stato. Dovevano essere approvate entro il 30 settembre, lo sono state il 6 ottobre. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva tempestivamente avvertito il sindaco che le delibere sugli aumenti di Imu e Irpef erano illegittime e di procedere subito all’annullamento in autotutela. Cosa però che, a differenza di quanto accaduto a Capalbio, non è mai avvenuta. «Il sindaco ha lasciato che i contribuenti pagassero le aliquote aumentate. Il ricorso ha trovato dunque la sua base nella mancanza di attenzione e rispetto dimostrata nei confronti dei cittadini del Giglio e dei contribuenti». Un ricordo, a quanto sostengono, figlio di «scorrettezze amministrative di cui sindaco e giunta hanno responsabilità dirette e chiare. Se un cittadino salda con un giorno di ritardo una cartella esattoriale ne paga tutte le conseguenze. Il Comune deve dare l’esempio». Sarebbe la prima volta che in difesa dei cittadini sia ricorsa la Confconsumatori dato che i cittadini – dicono - «devono essere difesi dal sindaco». A essere giustificato non sarebbe nemmeno l’aumento dato che i minori trasferimenti dello Stato sarebbero compensati dalla tassa di sbarco e dalla catenaria. (i.a.)
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