Il Tirreno

Grosseto

«Col mitra contro i due carabinieri»

di Pierluigi Sposato
«Col mitra contro i due carabinieri»

Tentato omicidio, udienza preliminare per due sardi dopo l’assalto al furgone che portava i soldi delle pensioni

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GROSSETO. Tentato omicidio, per aver cercato di sbarazzarsi dei due carabinieri che stavano per procedere al controllo, sparando con un mitragliatore. Tentata rapina, per quell'assalto al portavalori della Securpol che stava salendo al paese di Tirli per portare il denaro con cui pagare le pensioni e che poi fallì proprio per l'intervento dei carabinieri. Doppio furto, per il furgone Daily e la Suzuki Vitara rubati tra Montalto di Castro e Orbetello e che sarebbero stati utilizzati per il colpo. Resistenza a pubblico ufficiale, per essere sfuggiti al posto di blocco. Porto abusivo dell'arma utilizzata, un mitragliatore da guerra.

Sono le accuse per le quali oggi dovranno comparire all'udienza preliminare i due presunti responsabili dell'assalto del 2 maggio 2012, nella zona dell'Ampio di Castiglione della Pescaia. E "Ampio" è stato il nome dato all'operazione. Michele Serra, 35 anni, e Franco Arzu, 50, entrambi di origine sarda, erano stati arrestati nel maggio scorso dopo che il gip di Grosseto aveva emesso un'ordinanza di custodia in carcere, a conclusione delle indagini dei carabinieri di Grosseto e di Nuoro. I due erano fuggiti subito dopo lo scontro a fuoco ma i militari si erano messi sulle tracce dei presunti responsabili, individuando subito come possibile punto di riferimento le bande di sardi che in Toscana ma anche altrove si sarebbero resi autori di episodi del genere.

Tutto era iniziato intorno alle 8.50 quando la pattuglia in servizio nei pressi di Tirli (un servizio programmato visto che quel giorno era "a rischio" per il pagamento delle pensioni), effettuato un primo controllo, fermando un ragazzo sardo, si era vista passare vicino un Iveco Daily con a bordo due persone con il passamontagna sulla testa, pronto per essere abbassato. Sospettando qualcosa, i carabinieri avevano intimato l'alt: ma, secondo la ricostruzione, dal furgone era partita la raffica di mitra. La pattuglia aveva dato l'allarme mettendosi all'inseguimento dopo aver risposto al fuoco. Il furgone venne rinvenuto pochi minuti dopo a ridosso della macchia, senza nessuno a bordo. Nessuno nemmeno nel fuoristrada ritrovato nei pressi dell'invaso della Zingara e verosimilmente utilizzato per il cambio di veicolo. La fuga sarebbe avvenuta su un terzo mezzo. Incrociando centinaia di dati e utilizzando anche quel controllo fortuito con il ragazzo sardo, i carabinieri hanno individuato Arzu e Serra come i possibili autori. Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro ha raccolto quell'informativa in una richiesta di rinvio a giudizio e oggi il giudice dell'udienza preliminare Andrea Stramenga deciderà se mandare a processo Serra e Arzu oppure no. I due militari di servizio ma anche la ditta del portavalori sono individuati come parti offese per l'eventuale costituzione di parte civile.

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