Il Tirreno

Grosseto

«Strutture adeguate e professionisti validi»

L’Ordine dei medici di Grosseto fa quadrato sull’Asl 9: «No alle polemiche che incrinano la fiducia»

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GROSSETO. «In certe situazioni bisogna trovarsi, ma quello che penso al momento è che doveva essere subito soccorso da medici, doveva andare al più vicino pronto soccorso». La moglie di Pino Daniele, Fabiola Sciabbarasi, non ha dubbi. E in un’intervista rilasciata ieri al Messaggero sfoga tutta la sua rabbia che, unita allo strazio per la perdita del marito, ha sommato dolore a una tragedia già insopportabile.

Come lei la pensa anche il fratello del cantante, Carmine. Anche lui ha dichiarato che sarebbe stato meglio portare Pino nel più vicino ospedale. Con un malessere che si trascinava dal pomeriggio e i sintomi di un attacco cardiaco, un uomo che per tutta la vita aveva sofferto di cuore ed era anche stato operato, non doveva affrontare quel viaggio.

Così, però, avrebbe deciso lo stesso cantante, che al momento del malore era con la nuova compagna e un collaboratore. È stata proprio la famiglia a ribadire ieri in un comunicato che è stato Pino Daniele a esprimere la decisa volontà di andare a Roma dall’équipe medica che lo seguiva da anni e di cui si fidava, invece di rivolgersi al pronto soccorso del vicino ospedale di Orbetello, a soli 15 chilometri da casa. Proprio per quel malessere che si trascinava dal concerto dell’ultimo dell’anno a Courmayeur, Pino Daniele aveva infatti programmato di farsi ricoverare il 5 gennaio al Sant’Eugenio.

Su questa decisione, che sembra gettare un’ombra sulla sanità grossetana, interviene il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Grosseto, Roberto Madonna. «Invito tutti i cittadini, in caso di emergenza medica, ad avvalersi con fiducia dell’organizzazione della Asl 9, che è dotata di strutture adeguate e di professionisti di valore e di esperienza», spiega Madonna.

Premesso il cordoglio «per la perdita di un così grande artista», il dottor Madonna precisa che il suo intervento «è teso ad evitare un danno all’immagine della sanità grossetana e a rimuovere dubbi sulla sua capacità di gestire situazioni cliniche di emergenza in campo cardiologico. La mia riflessione è rivolta a tutti i cittadini, utenti potenziali delle nostre strutture sanitarie. Infatti, nella nostra provincia disponiamo di una unità operativa di cardiologia dotata di unità intensiva, di un servizio di emodinamica attivo 24 ore al giorno, di due rianimazioni polivalenti e di una capillare organizzazione di emergenza territoriale con operatori sanitari competenti. Invito pertanto tutti i cittadini, in caso di emergenza medica, ad avvalersi con fiducia dell’organizzazione dell’Asl 9, dotata di strutture adeguate e di professionisti di valore ed esperienza».

Madonna tiene a precisare che «grave danno alla salute pubblica può verificarsi qualora il rapporto di fiducia fra paziente e operatore venga a essere incrinato da polemiche che nulla hanno a che vedere con la verità e con le difficoltà che la professione sanitaria comunque presenta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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