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Cucciolo maltrattato, valanga di firme per toglierlo al padrone

Francesca Ferri
Il cucciolo di Dogo
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Il cucciolo di Dogo

La petizione degli animalisti su change.org è a quota 1.500 Il legale: «Risultato oltre le aspettative, la Procura si attivi»

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GROSSETO. Mille e cinquecento adesioni in tre giorni e almeno 400 partecipanti (la stima è al ribasso) al mail bombing. È una valanga di indignazione quella che si è rovesciata sul sito change.org, il portale internazionale delle petizioni, che dal 3 gennaio ospita anche l’appello di tre associazioni animaliste alla Procura di Grosseto perché tolga il piccolo meticcio di dogo e pitbull al suo padrone, sospettato di averlo maltrattato. Una valanga che – con lo stesso fine – ha portato anche centinaia di persone a bombardare di email le caselle di posta elettronica della Procura, dell’Asl e del sindaco di Grosseto.

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«Un risultato che va al di là delle nostre aspettative e che naturalmente non può farci che piacere», spiega l’avvocato Rossella Mozzillo, portavoce e legale di Maremma randagia, Maremma cane e El alma do dogo argentino, le tre associazioni che si stanno battendo per garantire al cane la massima tutela. «Speriamo – prosegue l’avvocato – che questa mobilitazione riesca a raggiungere il suo obiettivo: la Procura deve disporre il sequestro giudiziario o la confisca del cane perché non è plausibile che questo animale sia stato riconsegnato alla stessa persona che in un video è ripresa mentre gli sta chiaramente facendo del male».

A novembre un testimone oculare ha raccontato, infatti, di aver visto il proprietario del dogo prendere a calci il cane, un cucciolo di sei mesi, che ha cominciato a guaire impaurito. Sconvolto, si è messo a riprendere la scena, riuscendo a cogliere altre sequenze raccapriccianti: nel video si vede il cane tirato per il guinzaglio fino ad essere sollevato da terra e fatto roteare.

Il video è finito nelle mani della Procura che ha avviato le indagini. Il cane è stato subito tolto al padrone mediante sequestro amministrativo, disposto dall’Asl di Grosseto per accertare lo stato di salute dell’animale. Ma finite le verifiche, il proprietario ha chiesto il dissequestro, che gli è stato accordato, e si è ripreso il cane. Nel frattempo, infatti, dalla Procura non è arrivata alcuna richiesta di sequestro giudiziario, provvedimento a discrezione del pubblico ministero che avrebbe potuto scongiurare il rientro a casa del cane.

Da qui la decisione delle tre associazioni di chiamare a raccolta più persone possibile per manifestare il loro sdegno e chiedere al pm incaricato delle indagini, Marco Nassi, di emettere questo provvedimento.

«Un cane di questo tipo, un incrocio tra un dogo e un pitbull, se cresciuto da persone incapaci che lo terrorizzano e lo maltrattano, può sviluppare un carattere particolare, aggressivo», spiega l’avvocato Mozzillo. «Non si contano poi i casi di persone che, con cani divenuti aggressivi, se ne liberano, lasciandoli al canile. A quel punto, quando i cani sono già grandi, diventa difficilissimo, se non impossibile, recuperarli e darli in adozione. E finisce che restano per tutta la vita nel canile».

La domanda delle associazioni è questa: visto che sul proprietario grava il sospetto che possa aver maltrattato il cane – c’è un’indagine in corso per chiarire le sue eventuali responsabilità – è prudente lasciare che il cane ritorni sotto la custodia del suo presunto aguzzino?

«Secondo le associazioni _ conclude Mozzillo _ il cane va tolto subito al suo proprietario. E poi ci chiediamo: il video e la testimonianza della persona che ha assistito alla scena non sono già sufficienti per dichiarare l’esistenza dei maltrattamenti?».

E mentre la petizione on line vola con numeri da capogiro da tutta Italia, parte anche la petizione cartacea a Grosseto. I fogli hanno fatto il loro debutto al ristorante vegetariano-vegano Pasta madre di via Pergolesi. La petizione è ospitata anche al bar Nirvana al centro commerciale Le palme. «La petizione su Internet sta andando benissimo ma vogliamo dare la possibilità di aderire all’iniziativa anche a chi non ha il computer o non può andare su Internet», spiega l’avvocato Mozzillo. I commercianti che volessero ospitare la petizione cartacea possono contattare l’avvocato Mozzillo allo 0564 21253 (studio) o inviandole un messaggio via Facebook.


 

 

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