Attenzione
Artigianato, la crisi è nera. Edilizia al tracollo
Numeri choc dal rapporto Trend di Cna. In Maremma nel settore costruzioni fatturati più che dimezzati in dieci anni
GROSSETO. Crisi dell’artigianato, toccato il fondo. Ora si scava. Non si arresta l’emorragia dei fatturati. A scattare la fotografia a tinte scure è il tradizionale rapporto trend della Cna.
Pure il primo semestre 2014 fa rima con dramma. Nel complesso, il confronto tra prima parte del 2014 e del 2013 porta in dote un poco confortante meno 17,1 per cento. A far la parte del leone, si fa per dire, è ancora una volta l’edilizia. Il comparto delle costruzioni si schianta su numeri impietosi: meno 22,3 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2013. La Maremma non rimane dunque attaccata al treno dei numeri regionali, quelli che parlano di una leggera ripresa dei ricavi (+4,4 per cento) e discesa dei consumi (-4,8 per cento). Una situazione sì di bassissimo profilo, ma comunque stabile.
«La nostra economia dimostra ancora una volta d’essere atipica» dice il direttore Cna, Renzo Alessandri. Nel Grossetano, l’artigianato è fermo. Immobile a prender schiaffi nel tunnel della crisi. Un luogo in cui è finito relegato dal 2008, da quando l’onda lunga del caos finanziario partito negli Stati Uniti ha inghiottito pure l’economia reale di mezza Europa. Migliaia le aziende maremmane, soprattutto piccole e piccolissime, vittime della grande recessione, di un sistema che s’è riscoperto d’improvviso fragile e per nulla pronto a reggere il colpo di un così enorme stravolgimento.
Un tributo lacrime e sangue per le imprese artigiane, passate da 6498 (fine 2007) a 5902 (30 settembre 2014). Il comparto edile, quello che in Maremma dieci anni fa incarnava oltre la metà dei fatturati artigiani con 324 milioni di euro scivola dunque sotto i 148 milioni del 2013.
Brutta anche la performance del terziario: meno 21,5 per cento la differenza tra 1° semestre 2013 e 2014. Tra le cause del tracollo, trasporti, riparazioni e servizi alle imprese. Limita i danni il manifatturiero, meno 2,8 per cento. Tiene botta la metalmeccanica e crescono gli alimentari con un più 3,2 per cento in controtendenza sul dato regionale. Fanno eccezione i servizi alle famiglie: qui il fatturato messo da parte nei primi sei mesi del 2014 è cresciuto del 9,6 per cento rispetto a quello del 1° semestre di due ani fa.
Ma è una magra consolazione. «L’artigianato grossetano – spiega Alessandri - si trova in una situazione difficile e per certi aspetti irreversibile, con un tessuto imprenditoriale ridotto, trasformato da una crisi dopo la quale, settori come le costruzioni, potranno difficilmente riportarsi sui livelli economici e occupazionali di 10 anni fa». Per i vertici dell’associazione che tutela gli artigiani è indispensabile promuovere la costituzione e la crescita di nuovi modelli d’impresa. «Quella che stiamo vivendo – prosegue il direttore Cna – è una situazione straordinaria. Dunque occorrono interventi di pari portata».
Ecco perché Alessandri evidenzia l’importanza delle reti territoriali («caratterizzate da una visione strategica comune e da iniziative condivise») e chiama a raccolta la classe dirigente della Maremma: «una nuova prospettiva di sviluppo del territorio necessita di regia e coordinamento che abbiano, tra i principali attori, le istituzioni e i diversi livelli di governance». Ma occorre far presto. Perché in Maremma, toccato il fondo, si scava.
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