Attenzione
Amatur al bivio: rilancio o chiusura
Per fare ripartire la società di promozione turistica serve una ricapitalizzazione. I dubbi del sindaco Giuntini
MASSA MARITTIMA. Un inizio scoppiettante, poi la perdita di capitali e il conseguente calo di appeal, di attrazione. Un percorso travagliato, figlio anche dei giorni della crisi, che porta oggi l’Amatur davanti a un bivio: rilanciarsi o chiudere bottega. Lo pensano i soci, lo dice apertamente il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini. «Pensiamo che Amatur sia ancora lo strumento giusto per fare promozione turistica sul territorio? Vogliamo riorganizzarlo e lavorare per migliorarne i servizi? Oppure è opportuno affidarsi ad una nuova struttura interamente privata, come avviene nella maggior parte delle realtà toscane ed italiane?».
Giuntini è convinto che l’impostazione tuttora esistente della struttura, nata per lo sviluppo turistico cittadino, sia ancora valida. Ma serve prendere una decisione chiara: continuare con il binomio pubblico-privato oppure rompere lo schema e dividersi i compiti. Agli operatori quello di recepire contributi europei attraverso dei bandi, come è già successo in passato (a volte bene, altre volte meno) e al Comune il compito dell’informazione.
Per capire bene come questa realtà ventennale (è stata fondata nel 1995) sia arrivata di fronte a un bivio così drastico dobbiamo entrare nei suoi schemi e nella sua storia. Primo punto: Amatur è un consorzio dove il maggiore azionista è il privato, anche se buona fetta delle quote (quasi la metà) è in mano al pubblico. Ai suoi albori ha messo in piedi diverse iniziative e poco a poco ha allargato il suo raggio d’azione, prendendo la gestione del servizio turistico massetano e del Toscana Foto Festival. Un epoca d’oro che è andata in frantumi negli ultimi anni, quando più o meno sono stati chiusi l’ottanta per cento dei consorzi. Infatti, come tutti gli altri, Amatur ha delle spese elevate, perché i servizi che svolge costano ed hanno un ritorno economico diffuso, che non genera consistenti introiti in cassa. Da qui i circa centomila euro di scoperti con quattro banche diverse: soldi necessari per riuscire a far fronte a tutte le spese, che si aggiungono ai contributi che il Comune versa regolarmente ogni anno. Circa cinquantamila euro nel 2014.
Intendiamoci: i bilanci vengono chiusi in pareggio, anche con qualche piccolo guadagno. Solo che vengono spesi molti soldi, a fronte di pochi guadagni e di un servizio non sempre eccelso. Basti vedere il sito web fermo dal 2012 o gli uffici chiusi spesso e volentieri. Una situazione difficile, a cui occorre dare una svolta. O arriva un’inversione di tendenza, secondo alcuni soci, attraverso sinergie tra gli operatori (non solo massetani) oppure va vagliata la possibilità di soluzioni drastiche. «Il Comune non vuole fare nessuna forzatura» spiega Giuntini, che ha già in mente cosa dire nella prossima riunione dei soci. «Ci dovremo rendere conto che per rilanciare i servizi, migliorarli ed incrementare velocemente i risultati, ci sarà bisogno della guida di figure tecniche – dice il sindaco – il cui compenso debba essere legato al raggiungimento di determinati risultati». Ecco perché diventa centrale la prossima assemblea, che dovrebbe tenersi entro la fine di gennaio.
Sarà quella l’occasione anche per eleggere il nuovo direttivo, dopo l’addio dell’ex presidente Alessandro Giuliani. I nomi già dati per scontati per la successione sono Giancarlo Dell’Orco come direttore e Ario Locci come nuovo presidente, quest’ultimo figura di esperienza nel settore turistico, con diversi successi ma anche qualche neo, come la sfortunata vicenda della cecinese Promotur, società rivolta al turismo andata in liquidazione. Spetterà a loro decidere se andare avanti cercando di dare una nuova svolta al consorzio. In caso contrario, è possibile che Amatur non sia più una partecipata, ma diventi un soggetto completamente privato.
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