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Un autobus non basta, studenti infuriati

Un autobus non basta, studenti infuriati

Disagi per andare a scuola da Massa Marittima a Follonica, ora il caso arriva in consiglio comunale

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MASSA MARITTIMA. I genitori avevano sollevato il caso appena venti giorni dopo l’inizio dell’anno scolastico, ma poco è cambiato. Se non il clima, passato dal caldo tepore d’inizio autunno al freddo gelido di pieno inverno. Un cambiamento che conoscono bene gli studenti che ogni mattina partono da Massa Marittima alla volta di Follonica per raggiungere il liceo scientifico: spesso infatti i pullman sono troppo pieni per riuscire ad entrarci e occorre attendere quello successivo, alla faccia del termometro che vede calare notevolmente i gradi.

I più fortunati invece, quelli che riescono a salire sul pullman, talvolta si ritrovano a fare il viaggio in piedi. Una situazione difficile a cui i genitori e gli studenti stessi dicono basta. «Non ne possiamo più». Tant’è che il caso ora finisce anche in consiglio comunale. Tutti gli occhi arrabbiati dei ragazzi massetani e delle loro famiglie sono rivolti alla Tiemme, che gestisce il trasporto pubblico. «Paghiamo trecento euro d’abbonamento e il servizio è questo?» chiede una mamma. I genitori del resto avevano provato a spiegare tutti questi disagi attraverso una lettera inviata in Comune ad ottobre, sperando che si riuscisse a trovare una soluzione. Ma così non è andata e le gelide attese alle fermate degli autobus hanno fatto traboccare il vaso.

Il problema sta nel fatto che sia la mattina presto (per l’entrata al liceo) che all’ora di pranzo (al ritorno a casa) c’è un solo pullman disponibile, su cui salgono anche pendolari, anziani e passeggeri qualunque. Così, benché i ragazzi salgano al capolinea, sia alla corsa delle 7.05 sia a quello delle 12.50 i posti sui mezzi sono contati e finiscono in un batti baleno, e il ritorno a casa diventa un fastidioso gioco dei cantoni, in cui qualcuno resta sempre in piedi. Va comunque peggio, raccontano i genitori, a chi rimane a piedi, aspettando il pullman successivo che non parte prima di un’ora.

In questa situazione il coro di proteste contro la Tiemme è andato rafforzandosi con un’interrogazione presentata da Massa Comune, in cui si racconta che gli studenti, «pur avendo pagato un regolare abbonamento che, se annuale, ammonta ad oltre 300 euro – si legge nel testo – non dispongono di posti autobus a sufficienza, tanto che molti di loro sono costretti a viaggiare in piedi, sia all’andata che al ritorno, benché saliti al capolinea». Senza considerare che «molto spesso, senza alcun avviso preliminare, unicamente per esigenze della Tiemme, debbono cambiare automezzo per raggiungere la propria destinazione». Argomenti questi che il movimento civico gira all’amministrazione, chiedendole di muoversi con il gestore del trasporto affinché si trovi una soluzione una volta per tutte.

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