Il Tirreno

Grosseto

Manovre anti-Imu nei Comuni montani

di Fiora Bonelli
Manovre anti-Imu nei Comuni montani

I sindaci potrebbero trasferire la sede, Barbagli propone come riferimento San Lorenzo. Franci: «Via non percorribile»

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CINIGIANO. Che la sede di tutti i Comuni dell’Amiata grossetana sia a San Lorenzo (Arcidosso), con altitudine di oltre 600 metri, la stessa sede dell’Unione.

Una richiesta che arriva da Cinigiano, sospinta dall’odiosa tassa Imu sui terreni agricoli, grossa spina nel fianco dei comuni montani, per lo meno alcuni, che, ingiustamente, secondo logica e buon senso, sono stati esclusi dai benefici di cui godono quelli montani. Sì, perché secondo il decreto, basta avere la sede legale del Comune sotto i 600 metri ed il nodo scorsoio è incontenibile. L’Imu si paga eccome. Anche se, poi, gran parte dei terreni interessati, in quei comuni, si trovano sopra i 600 metri.

Nell’Amiata grossetana è il caso di tre Comuni, sugli otto complessivi che fanno parte dell’Unione: Roccalbegna, Seggiano, Cinigiano, che hanno la sede municipale sotto i 600 metri di altezza, e gran parte dell’estensione comunale che supera quell’altitudine. Infatti ognuno di loro avrebbe una frazione dove trasferire la sede legale del Comune: Roccalbegna avrebbe Santa Caterina, Seggiano avrebbe Pescina e Cinigiano potrebbe far riferimento a Monticello Amiata.

Ma a Giovanni Barbagli, della minoranza di Cinigiano e esponente consiliare dell’Unione dei comuni, è venuta in mente un’altra cosa: perché non considerare come sede legale di tutti gli otto Comuni, proprio la sede dell’Unione, situata in località Colonia, a San Lorenzo, ben oltre i 600 metri di altezza, 669 sul livello del mare per la precisione? E così, il consigliere ha presentato all’Unione una mozione dove si chiede «di predisporre dal mese di gennaio un provvedimento mirato alla individuazione formale della sede dei Comuni associati presso la sede attuale della Unione dei comuni Amiata grossetana comunicando al Governo detta decisione ai fini anche della imposta Imu sui terreni agricoli in analogia con decisione prese da altri amministratori toscani».

Barbagli nella sua mozione richiama la normativa nazionale e in particolare il decreto legge 95/2012 trasformato in legge n. 135/ 2012, in base a cui vengono dettate le scadenze per i trasferimenti obbligatori delle funzioni e fatto obbligo alla Unione di assumere dal 1 gennaio 2015 tutte le funzioni dei comuni associati ad esclusione dell’anagrafe e dello stato civile e chiede dunque di dare sollecita attuazione alle norme.

Il consigliere chiede, oltre che a adottare norme, atti, tariffe in modo uniforme tra tutti i Comuni per non creare inopportune difformità, di creare le condizioni per rimuovere ostacoli che impediscono i trattamenti uniformi, compresa la attuazione di norme per individuare la sede del comune come riferimento alla applicazione di benefici o imposizioni fiscali sfavorevoli. E ritiene, a tale proposito, «che si debba iniziare proprio dalla ultima tassa introdotta dal Governo sull’Imu per i terreni agricoli che sta creando notevoli difficoltà e disomogeneità fra tutti gli abitanti dei comuni della zona» e che «si debba disporre dal mese di gennaio, l’ individuazione formale della sede dei comuni associati presso la sede attuale della Unione comunicando al Governo detta decisione ai fini anche della imposta Imu sui terreni agricoli in analogia con decisione prese da altri amministratori toscani».

Mentre alcuni sindaci stanno valutando seriamente un eventuale trasferimento della sede legale (Massimo Galli, sindaco di Roccalbegna, avrebbe già individuato la struttura a Santa Caterina) per aggirare il balzello Imu, abbiamo chiesto al presidente dell’Unione dei comuni Claudio Franci, come valuti la mozione Barbagli: «Il decreto - commenta Franci - pare che parli di sede legale dei Comuni singoli e non delle Unioni. Infatti i nostri Comuni non sono stati mica sciolti, ma hanno trasferito le funzioni all’Unione. E di queste funzioni non fa parte l’agricoltura. Inoltre il tributo locale come l’Imu non è in capo all’Unione, anche se lo iscrive a ruolo, ma in capo ai singoli comuni. Approfondiremo di certo la mozione Barbagli, ma credo, purtroppo, che non sia, questa, una via percorribile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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