La manifestazione
La Colonia crolla, ma non c’è un euro
Nessuna voce nel bilancio per intervenire sul vecchio edificio. Pecorini: «È indispensabile la partecipazione di privati»
FOLLONICA. Ancora incerto il destino della Colonia Marina, lo stabile non è stato inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche. A Follonica del suo futuro se ne discute da anni, tra chi vorrebbe venderla ai privati per vederla rinascere, e chi invece (la maggioranza) sostiene che quel bene debba rimanere pubblico.
L'edificio realizzato nel 1931 per volere della Federazione fascista, è una delle costruzioni più antiche del patrimonio follonichese: nata per accogliere i bambini del territorio specialmente nel periodo estivo, la Colonia della pineta di levante, fu intitolata a Luigi Pierazzi, giurista ed agricoltore, per lunghi anni presidente del consiglio provinciale di Grosseto. Durante la seconda guerra mondiale venne occupata dai tedeschi; dalla fine degli anni 40 in poi ha funzionato sia d’inverno che d’estate offrendo vari tipi di ospitalità sociale agli sfollati dell’alluvione del Polesine, ai profughi ungheresi fuggiti alle repressioni sovietiche del 1956 e ai bambini dell'entroterra maremmano e toscano, che soprattutto da giugno a settembre erano ospitati a turni per le cure elioterapiche. Dopo il boom economico degli anni '60 diminuì la necessità di offrire ai piccoli uno spazio dove trascorrere l'estate, così l'edificio fu trasformato in scuola media fino agli novanta, quando il progetto scolastico terminò e alla Colonia iniziarono a trovare sede varie associazioni sociali, culturali e sportive del territorio.
Oggi a più di ottanta anni dalla sua inaugurazione quell'edificio cade letteralmente a pezzi: l'ultimo temporale ha fatto crollare parte del soffitto rendendo inagibile una zona del palazzo. A Follonica tutti sanno, cittadini e istituzioni, che servirebbero diversi milioni di euro per sanare lo stabile e riportarlo agli antichi splendori; tutti sanno anche che, nelle casse del Comune, quei milioni non ci sono, considerato che le attenzioni dell'amministrazione da qualche anno a questa parte sono tutte focalizzate sul Parco Centrale e sul recupero dell'ex Ilva. Ma intanto la Colonia cade a pezzi.
Andando a leggere l'elenco delle opere pubbliche che la giunta di Andrea Benini intende attuare nei prossimi tre anni, l'edificio della pineta di levante non c'è. «E' stata una scelta quella di non inserire la Colonia nel piano triennale – spiega oggi il vice sindaco, nonché assessore ai lavori pubblici, Andrea Pecorini – L'abbiamo tolta dall'elenco, perché sappiamo che non servono manutenzioni da cinquantamila o da centomila euro ma serve un intervento generale molto più costoso: era quindi inutile inserirla, avremmo altrimenti fatto come in passato, quando la Colonia compariva nella lista e poi quel denaro preventivato non veniva mai speso». Resta il fatto che la Colonia cade a pezzi. «Tutto dipende se riusciremo a trovare una proposta valida per la sua ristrutturazione, abbiamo già avuto degli incontri nei mesi scorsi – continua Pecorini – ma ancora non c'è nulla di definitivo: serve trovare, come abbiamo detto anche in campagna elettorale, un equilibrio tra pubblico e privato. C'è un indirizzo chiaro dato dal percorso partecipato attivato dalla passata giunta di cui dobbiamo tenere conto: la Colonia per la maggioranza dei follonichesi deve restare pubblica».
All'orizzonte ancora non si intravede quindi quale sarà il destino di quello stabile: il Comune attende un progetto di riqualificazione da parte di un privato che abbia intenzione di investire in un bene, chiaramente per poi avere dei profitti. In passato l'ex sindaco Eleonora Baldi aveva lanciato un appello agli imprenditori locali proprio a questo scopo, ma nessuno si fece avanti.
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