Proteste
Incidente mortale a caccia: a giudizio
«Violate le norme di sicurezza», sotto processo per una tragica battuta al cinghiale nel 2011
CAPALBIO. A caccia di sono delle regole da rispettare. Nelle battute al cinghiale ci sono "Norme comportamentali per la sicurezza per la partecipazione". Tre articoli di queste norme sarebbero state colposamente violate dal cacciatore che il 28 dicembre 2011 aveva colpito mortalmente un compagno di battuta, Guelfo Lucchetti, 67 anni, di Capalbio, un passato da falegname. Omicidio colposo l'accusa della quale Adriano Pinzuti, 57 anni, dovrà rispondere davanti al giudice Stramenga, la prossima settimana, per la prima delle udienze del processo.
L'incidente di caccia era avvenuto in località Monte Verro. Lucchetti faceva parte dei braccaioli, i cacciatori che con i cani cercano di stanare i cinghiali. Secondo l'imputazione, Pinzuti avrebbe abbandonato la postazione che gli era stata assegnata dal capocaccia ed era salito su un albero. Da lì avrebbe esploso un colpo di fucile, sparando verso sinistra: un colpo sparato al di fuori dell'angolo consentito, verso una sagoma in movimento e che, sempre secondo l'accusa, non sarebbe stata identificabile facilmente a causa della presenza di una fitta vegetazione. Anche Guelfo Lucchetti si sarebbe allontanato dalla postazione che gli era stata assegnata e si sarebbe posto sullo stesso sentiero della postazione di Pinzuti, a sinistra del compagno di battuta.
Pinzuti aveva sparato e aveva colpito al torace Lucchetti, che era morto sul colpo. Il proiettile era stato esploso dall'avanti verso indietro, dall'alto verso il basso e da destra verso sinistra. Le lesioni interne non avevano lasciato scampo a Lucchetti.
«Ho sparato a un cinghiale, ho ucciso un uomo», aveva detto nell'immediatezza Pinzuti, tra le lacrime, ai compagni di battuta (lui partecipava in qualità di invitato) che erano corsi a dare aiuto. Perché sulle prime la ricostruzione era stata semplice, perché in quel punto sarebbe effettivamente passato un cinghiale, perché quel colpo avrebbe avuto una traiettoria imprevista, deviata. C'è già una consulenza tecnico balistica agli atti del procedimento, seguito dai carabinieri di Capalbio e coordinato dal pm Laura D'Amelio. Ma dovrà essere il dibattimento a far luce completa sull'episodio e sulle responsabilità. L'imputato è assistito dall'avvocato Leporatti mentre l'avvocato Dini segue i familiari di Lucchetti costituitisi parte civile.
(p.s.)
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