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Scuola, precari sul piede di guerra

Incontro alla Cgil: i supplenti chiedono l’indennizzo per la mancata assunzione

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GROSSETO. Anche nella scuola a Grosseto ci sono cause pendenti dei precari che chiedono il ruolo o il risarcimento danni al Tribunale di Grosseto e altre centinaia di domande di ricorso potrebbero essere presentate. Nel 2015 sono attesi i frutti del parere espresso dalla Corte di Giustizia europea sull'abuso di contratti a termine attuato in Italia per anni.

Per informare sugli effetti di tale sentenza la Flc Cgil di Grosseto organizza su questi temi un incontro (salone Cgil in via Repubblica Dominicana 80, giovedì 8 gennaio ore 17), rivolto a tutto il personale docente e Ata che ha completato le procedure richieste per il suddetto ricorso o che volesse intraprenderlo adesso. All'incontro sarà presente l'avvocato Paola Pippi.

«Anche a Grosseto – dice Stefano Rosini coordinatore di "orgoglioprecario.it" – come già sta avvenendo in tutta Italia, tutti i supplenti sino ad oggi illegittimamente non assunti chiederanno ai tribunali locali un adeguato indennizzo per il mancato provvedimento di assunzione. Oltre che il riconoscimento degli scatti di anzianità, il pagamento dei periodi non lavorati tra una supplenza e l'altra e l'immissione in ruolo. Ecco perché questo anno sarà quello che consacrerà il parere espresso lo scorso 26 novembre dalla Corte di Giustizia europea, attraverso l'assunzione dei 150mila docenti precari già previsto dalla Legge di stabilità 2015. A proposito delle assunzioni non si capisce come mai siano stati dimenticati inspiegabilmente gli Ata, gli amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola visto che rappresentano un elemento chiave per la funzionalità delle nostre scuole».

Rosini aggiunge che ai giudici del lavoro sarà chiesta «anche l'assegnazione di quegli scatti automatici che sono ad oggi riservati al solo personale di ruolo. Arrecando un vantaggio economico per i precari ricorrenti permanente, visto che si spalmerà su tutte le mensilità del lavoratore sino alla pensione e con influssi positivi pure sull' assegno di quiescenza. Oltre al risarcimento forfettario e agli scatti di anzianità, i risarcimenti in arrivo riguardano anche il pagamento dei periodi non lavorati tra una supplenza e l'altra. Oltre che l'obbligo di costituzione di un rapporto a tempo indeterminato. Tutto ciò non vale solo per la scuola, ma per tutto il pubblico impiego. E' per questo che vorrei ricordare a tutti coloro che detengono i requisiti per l'assunzione e i risarcimenti - 36 mesi di servizio anche non continuativo su posti vacanti - di presentare ricorso».

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