Attenzione
Pulizie, l’appalto è prorogato
Ancora un mese per i dipendenti della coop Il Timone che provvede agli uffici della Provincia
GROSSETO. Appalto prorogato, per un mese, alla cooperativa Il Timone, l'impresa che effettua le pulizie negli uffici della Provincia di Grosseto.
L'amministrazione provinciale ha tamponato così la falla che si sarebbe aperta con il mancato affidamento del nuovo appalto: per qualche settimana i lavoratori a rischio potranno continuare a lavorare e a riscuotere i loro stipendi. Sono in cinque – spiega la segretaria della Funzione pubblica della Cgil, Cinzia Fiacchi – a occuparsi delle pulizie della Provincia e tre di loro sono con contratto a tempo determinato e, dunque, al 31 dicembre, con la scadenza dell'appalto, di fatto senza un lavoro. Ma, soprattutto, con la prospettiva di un nuovo appalto per le pulizie molto ridotto nelle ore di lavoro, il rischio concreto è che quelle persone restino a casa.
«La Provincia – dice Fiacchi – non è stata in grado di chiudere l'affidamento dell'appalto previsto a partire da gennaio 2015, e per questo è stato esteso il contratto di servizio alla cooperativa Il Timone alle stesse condizioni del vecchio contratto e da lunedì i dipendenti della cooperativa torneranno al loro lavoro, ma la preoccupazione – aggiunge la segretaria della Fp Cgil – è quello che succederà con il nuovo contratto».
Si parla di una riduzione importante di ore di lavoro, perché sono le normative che lo impongono, «quindi – dice Cinzia Fiacchi – ci aspettiamo dei tagli, considerando che nell'ultimo biennio l'affidamento dell'appalto per le pulizie era stato per una somma complessiva di 120mila euro, 60mila per ogni anno, e che la base d'asta per il nuovo appalto non arriva, invece,a 39mila euro».
Ci sono, poi, i ribassi effettuati dalle due cooperative che hanno partecipato alla gara e proprio il ribasso della cooperativa Il Timone, che si sarebbe aggiudicata l'appalto, è il motivo per cui il servizio non è stato ancora affidato. Il responsabile del procedimento ha chiesto, infatti, che la cooperativa fornisca le giustificazioni di un ribasso che è stato giudicato anomalo, troppo alto. E questa è l'altra faccia del problema. Non solo i tagli che gli enti sono costretti a fare, ma anche l'enorme concorrenza che in questi tempi di crisi costringe le imprese a calare i prezzi pur di aggiudicarsi un appalto.
«Ci sono grandi aziende – spiega Cinzia Fiacchi – che presentano ribassi al limite della correttezza e allora per aggiudicarsi il lavoro anche le nostre cooperative, in molti casi, tentano ribassi che sono al limite della sostenibilità». In ogni caso le prospettive non sono rosee, «per questo – dice ancora la segretaria Fp Cgil – ci dispiace che tutta l'attenzione sia centrata sul fatto se sia giusto licenziare i lavoratori pubblici o meno, perché dietro al nostro lavoro c'è anche il lavoro di tante altre persone che, un po' per i numeri più limitati e un po' per una debolezza storica che le caratterizza, non vengono mai alla ribalta. Pochi sanno quanto sia costato in questi giorni provare a mantenere quei posti di lavoro, con tutta l'incertezza che, comunque, resta legata legata al rinnovo dell'appalto per il 2015».
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