Sicurezza
Cane maltrattato, al via la petizione e il mail bombing
Tre associazioni animaliste chiamano a raccolta su change.org per convincere il pm a sequestrare il cucciolo al padrone
GROSSETO. Una petizione su Internet e su carta e un mail bombing per chiedere alla Procura di Grosseto di togliere il piccolo meticcio di dogo al padrone, su cui pesa il sospetto di averlo maltrattato. Le tre associazioni animaliste Maremma randagia, Maremma cane e El alma de dogo argentino, che stanno seguendo da vicino la storia del cagnolino maltrattato a Grosseto, sono sul piede di guerra, armate di una petizione e di quello che letteralmente è un bombardamento di email, con prima destinataria la Procura di Grosseto, per chiedere che il cane venga sottoposto a sequestro giudiziario o a confisca.
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La storia del cagnolino, com’è noto, ha sollevato un coro di indignazione. Il cane, un incrocio di sei mesi tra un dogo argentino e un pitbull, a novembre finì in un video girato da un testimone davanti alla questura di Grosseto mentre veniva strattonato e fatto roteare in aria per il guinzaglio dal proprietario, davanti a due persone che erano con lui e che sembra non siano intervenute. La denuncia fu raccolta dal Tirreno, quindi la Procura acquisì il filmato e avviò le indagini. Nel frattempo l’Asl 9 ha disposto il sequestro amministrativo del cane per verificarne lo stato di salute e capire se aveva segni di violenza (poi non rilevati).
Il sequestro amministrativo, però, ha una sua naturale scadenza: finiti gli accertamenti, il proprietario può chiedere il dissequestro e riavere il cane. Perché questo non accada bisogna che il pm disponga il sequestro giudiziario dell’animale. In questo caso l’animale non viene più restituito al padrone (almeno finché la vicenda giudiziaria non sia conclusa), scongiurando così nuovi eventuali maltrattamenti.
Il nodo della questione è che il pm può decidere per il sequestro giudiziario solo a sua discrezione. E in questo caso il sequestro non è stato disposto così che l’avvocato del proprietario del cane ha chiesto e ottenuto il dissequestro amministrativo e il cane è tornato a casa, riaffidato alla stessa persona sospettata di averlo maltrattato.
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La notizia ha fatto indignare le tre associazioni animaliste che, seguite dall’avvocato Rossella Mozzillo, hanno dato avvio alla loro battaglia. Non solo hanno annunciato che si costituiranno parte civile se il proprietario sarà rinviato a giudizio, ma sabato 3 gennaio 2015 hanno lanciato una petizione sul sito change.org per chiedere al pm la confisca o il sequestro giudiziario dell’animale, in modo da toglierlo al presunto maltrattatore (saranno le indagini e l’eventuale processo a stabilire le sue responsabilità).
A breve, spiega l’avvocato Mozzillo, partirà anche una petizione “tradizionale” su carta (i dettagli saranno definiti in questi giorni). E non solo.
Sempre ieri è partito il mail bombing all’indirizzo della procura, del pm Marco Nassi, titolare del caso, al responsabile del Servizio veterinario dell’Asl 9 e al sindaco di Grosseto. La speranza, per i promotori, è che il magistrato si convinca che il cane vada tolto al padrone.
Per firmare la petizione si può visitare il sito www.change.org. Il titolo della petizione è: “Emissione del provvedimento di confisca o sequestro giudiziario ex art 321 c.p.p. del cucciolo di dogo argentino/pitbull”. Il link alla petizione si trova anche sul profilo Facebook dell’avvocato Mozzillo (previa richiesta di amicizia). Nella prima giornata di petizione i firmatari erano già un centinaio. L’email per il mail bombing si trova anch’essa sul profilo Facebook dell’avvocato Mozzillo, insieme agli indirizzi ai quali chiunque voglia aderire alla battaglia animalista può inviare il testo.
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