Il Tirreno

Grosseto

CENTRO STORICO

Petizione contro la pista ciclabile sulle mura di Grosseto

Maurizio Bernardini
L'esagono delle mura di Grosseto
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L'esagono delle mura di Grosseto

L’iniziativa è promossa da alcuni cittadini che giudicano inutile il progetto da 300mila euro

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GROSSETO. «Altro che spendere 300.000 euro per il percorso ciclabile e pedonale, le Mura hanno altri problemi»: eccolo il pensiero di chi si prepara a fare le barricate contro il progetto voluto dall’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. L’idea non piace a tutti i grossetani, tanto che c’è chi rispolvera una petizione ad hoc. Per gridare il proprio dissenso basta entrare nel sito web www.firmiamo.it, cercare nella chiave di lettura “Raccolta firme contro il progetto da 300.000 euro” e sottoscrivere.

Il tragitto previsto dal Comune si trova dunque davanti a un’insidia in più. Non una contrarietà a priori, ma una contestazione nel merito, come dimostrano i numerosi commenti che accompagnano la petizione sulla piattaforma e su Facebook. «Basta sprechi di denaro pubblico» scrive Mauro Leuci, mentre Raffaella Tusa ricorda come le Mura «sarebbe già un enorme successo poterle frequentare normalmente, a piedi e in sicurezza. Le piste ciclabili già esistenti in città hanno invece bisogno di modifiche, miglioramenti, ampliamenti: io mi concentrerei su questo». Marco Picchianti chiede più sicurezza per il centro storico e Rosetta Legorano rimane convinta che quei soldi sarebbero stati meglio investiti nella cura del manto stradale della città, ormai ridotto a groviera. «Vogliamo – spiega Antonella Guerriero, una delle promotrici della petizione – che tutto sia ridiscusso. L’approvazione di una pista di quel tipo va a contrastare con quella che è, o che almeno dovrebbe essere, la primaria destinazione d’uso delle Mura». Ma quel che proprio fa imbufalire la Guerriero, così come molti altri, è lo stato attuale dell’antico esagono. «Le Mura sono abbandonate, sporche, senza luci, in balia di tutto quello che può accadere di giorno e di notte, dimenticate da tutto e da tutti. E ci vengono a parlare della ciclabile? Insomma, dalle 4 e mezza del pomeriggio lì è buio pesto e girare diviene pericoloso. Senza considerare le panchine sciupate, i gabbiotti dell’elettricità malconci, i parapetti troppo bassi. Prima si dovrebbe pensare a sistemare queste cose».

La Guerriero è tagliente: «non c’è una visione d’insieme della città, la giunta sembra andare avanti solo di emergenza in emergenza. Magari, invece, avremmo potuto cercare di capire se la città vuol davvero un percorso di questo genere». Di sicuro – e su questo sono tutti d’accordo – la gente vuole delle Mura più illuminate. Il Comune, per far luce sul monumento (con magri risultati) spende ogni anno quasi 100.000 euro. Ora però la convenzione con il vecchio gestore degli impianti è scaduta da un pezzo e l’amministrazione ha predisposto un atto d’indirizzo per dare una svolta alla faccenda. La decisione è di appena dieci giorni fa e, in qualche modo, vincola l’avvento della pista alla presenza di lampioni efficienti.

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