Sicurezza
Da oggi tra gli scaffali a caccia di affari d’oro
Cominciano i saldi: commercianti speranzosi e clienti pronti a spendere I consigli delle associazioni di consumatori per evitare fregature
GROSSETO. Tutto pronto, oggi iniziano i saldi. Dureranno fino al 3 marzo. Le vetrine sono già addobbate a dovere e su ogni altra cosa regna la speranza: c’è quella dei commercianti, pronti a riempirsi il portafoglio e limitare i danni della crisi; quella dei consumatori, che si muoveranno tra gli scaffali alla ricerca di qualche buon affare. È in questo periodo che finiranno di andar via le tredicesime di chi, tra le dita, ha ancora uno straccio di contratto di lavoro. Ma per far centro e non restare delusi, quest’anno così come ogni anno, ci sono delle regole da rispettare. A dettare le linee guida per gli acquisti anti fregatura ci pensa l’Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori. «Antizutto - spiega il segretario nazionale, Primo Mastrantoni - è bene non fermarsi al primo negozio che pratica sconti. Meglio visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce di riferimento: dopo non sarà possibile rivendicare il cambio di un prodotto solo perché il negozio a cento metri più in là vende la stessa cosa a un costo dimezzato». Occhio, poi, anche all’eccessivo ribasso dei cartellini. «Non lasciatevi ingannare da sconti che superano il 50 per cento del costo iniziale. Nessuno regala niente. E difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50%, a meno che non si tratti di un artigiano che produce da sé e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche più ampie». Grossa attenzione dev'essere rivolta anche al fattore psicologico. Esempio? Basta ricordarsi che prezzi tipo 49 euro e 90 centesimi «vuol dire 50 euro e non 49». Seppur per merce in saldo, i quattrini che ognuno di noi tirerà fuori sono sempre buoni come fino a ieri. Ecco perché il segretario Aduc mette tutti in guardia da stravaganti forme di pagamento. Saldi o non saldi «siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole». Quindi è bene diffidare di chi impone, solo nel periodo degli sconti, il pagamento in contanti. Chi ha bene in vista l’adesivo con indicate le convenzioni bancarie deve accettare operazioni via pos. In caso contrario, il cliente può segnalare la faccenda all’istituto di credito interessato che potrebbe anche annullare la convenzione con quell’esercente. Secondo l’Aduc è anche molto importante stare alla larga dei capi d'abbigliamento disponibili in tutte le taglie e colori: «è molto probabile – prosegue Mastrantoni - che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l'occasione e quindi con un finto prezzo scontato». Infine un grande classico: quel «la merce in saldo non si cambia» che alcuni commercianti continuano a scrivere in qualche cartello appeso qua e là tra gli scaffali. «Esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce difettosa o non corrispondente a quanto propagandato. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide». Ma sia chiaro: portare indietro il maglione di turno perché si è cambiato idea o sbagliato taglia non dà diritto a nessun rimborso o sostituzione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
