Il Tirreno

Grosseto

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Cacciatori a tu per tu con i lupi: «Splendidi»

Fiora Bonelli
Uno splendido esemplare di lupo
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Uno splendido esemplare di lupo

A Seggiano un emozionante incontro ravvicinato tra la squadra della Montagnola e due esemplari

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SEGGIANO. Avvistamento di lupi, il primo dell’anno, nelle campagne seggianesi, da parte della squadra dei cacciatori al cinghiale della Montagnola. Ed è subito esplosione di sentimenti contrastanti, come sempre accade quando si tratta di questo animale, al primo posto nell’immaginario collettivo e soprattutto delizia degli animalisti e croce dei pastori. I 1º gennaio i cacciatori hanno addirittura cambiato zona di caccia perché «dove stanno i lupi, in genere non stanno i cinghiali», commenta Yvan Tassi, il cinghialaio. È stato lui, con altri compagni di caccia, protagonista dell’avvistamento ed è rimasto colpito dalla bellezza di due animali che secondo lui e gli altri sono proprio lupi.

Tutti i membri della squadra della Montagnola sono restati folgorati da due esemplari che, raccontano, erano accucciati proprio sotto le case e poi si sono avventurati fra le poste.

«Per puro caso non avevo con me la mia piccola telecamera che mi accompagna sempre a caccia – racconta Stefano Fazzi, della squadra dei cinghialai – era tanto che aspettavo di vederlo da vicino, fino ad ora solo avvistamenti molto lontani, quasi impercettibili, ieri sono stato esaudito, mi è arrivato a cortissima distanza, non più di dieci metri. Un animale magico, una bellezza sconvolgente. Anche se sono fermamente convinto che la sua reintroduzione nei nostri territori sia un errore madornale, devo ammettere che è l’animale più bello che abbia mai visto».

Durante la battuta di caccia che si teneva a Sucineta, vicino agli Altori di Seggiano, verso le 13.30, alcuni cacciatori erano alle poste. «Non avevamo visto alcun cinghiale – racconta Yvan Tassi – quando, a un certo punto è passato un capriolo, poi una volpe. La posta era buona, un po’ in alto, così che vedevo tutto il campo in basso. Ed ecco, all’improvviso, a circa 50 metri, arriva un lupo nero, come il lupo nero dell’Appennino. Prima l’ho visto di schiena, ed era tutto nero, compresa la coda. Si è diretto verso la posta di Stefano Fazzi e gli è arrivato a pochissimi metri, poi è tornato indietro, si è fermato davanti all’amico Giancarlo, il capoposta, e se ne è andato. L’ho visto molto bene, dietro e davanti. Era un lupo e come me ne sono sicurissimi anche gli altri. Dopo un’oretta eccone un altro, stavolta di color chiaro. Mi è venuto a 15 metri di distanza, ma era non nero, ma di un colore chiaro. Bellissimo».

Tassi spiega che appena ha visto da lontano il lupo nero, ha pensato fosse il cane del podere accanto a cui erano le poste. Ma quando si è avvicinato ha visto bene che non era un cane: «Impossibile confonderlo coi cani. Lo abbiamo visto in sei o sette cacciatori e tutti siamo d’accordo nel dire che era un lupo. I due animali si trovavano vicinissimi alle case. Alla Sucineta non ci sono pecore, ma poco più lontano agli Altori sì. Loro erano lì sotto».

La squadra, dopo appostamenti vani, senza nemmeno l’ombra di un cinghiale, ma solo di lupi, ha cambiato zona: «Dove c’è il lupo – dice Tassi – non ci sono gli altri animali. Nemmeno i cinghiali, che ne hanno paura. L’unico avversario che può essere in grado di sconfiggere il lupo è il cinghiale adulto maschio. Ma con i cinghialotti è un’altra storia. Se li spolpa. Abbiamo dunque valutato di cambiare zona».

Avvistamenti di lupi (o ibridi) sono sempre più frequenti in Amiata: ne sono stati visti sette nella zona sempre degli Altori e lo stesso Tassi ne ha incontrato uno in montagna: «Mi trovavo alla Montagnola – racconta – poco tempo fa e ne vidi uno con la coda fra le gambe, che si riparava sotto un sasso. Sono sempre più fitti e stanno avvicinandosi alle case senza avere per nulla paura dell’uomo».

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