Il Tirreno

Grosseto

Acqua, cauzione, depuratore: è polemica

di Fiora Bonelli
Acqua, cauzione, depuratore: è polemica

Proteste a Castel del Piano per l’aumento della bolletta del Fiora. La replica: «Sono investimenti e misure anti morosi»

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CASTEL DEL PIANO. Acqua e polemiche. A Castel del Piano, le novità (alcune delle quali sono annotate anche nell’ultima bolletta) sono poco digerite dall’utenza, o per lo meno da coloro che si sono messi a spulciare fra il meandro delle ultime disposizioni.

Una signora (che si firma ma preferisce restare anonima sul giornale) fa una lista di appunti e critiche. Si parte dal deposito cauzionale, fino a adesso composto da una quota fissa (40 euro) e adesso, invece, variabile in base ai consumi della famiglia.

«Ci rimettono come al solito le famiglie più numerose e magari meno abbienti», spiega la signora. «Poi gli esborsi, per il cittadino, che vanno a coprire gli investimenti previsti da Adf e che non sono stati coperti per i mancati ricavi. Ma non basta».

La signora critica anche il sistema degli sms che arrivano agli utenti per ricordare il pagamento della bolletta: «Invece di ricordare il pagamento che molti di noi hanno domiciliato in banca e dunque senza possibilità di sgarrare, ci ricordino di leggere il contatore, che la storia dei consumi presunti sovente è a svantaggio dell’utenza».

E infine il depuratore di Arcidosso: «I cittadini hanno pagato per un depuratore che non c’è e sono stati rimborsati. Adesso il depuratore non c’è lo stesso e nelle bollette ricompare la quota depuratore. Non mi pare giusto».

Le obiezioni le abbiamo girate tutte al presidente di Acquedotto del Fiora, Tiberio Tiberi, che rimanda a un’informativa già ampiamente diffusa e di cui una parte sinteticamente compare in bolletta.

«L’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico ha modificato il criterio di calcolo del deposito cauzionale passando dal sistema fisso, uguale per tutti, definito dall’Ato 6 Ombrone nel 2008 al sistema proporzionale», spiega Tiberi.

«Acquedotto del Fiora – prosegue – dopo deroghe di oltre sei anni ha ritenuto necessario completare l’adozione di tale strumento per contrastare il fenomeno della morosità, di rilievo nel nostro ambito. Difatti le bollette non pagate dopo 24 mesi ammontano ad oltre il 2,5 per cento del fatturato con oneri che negli ultimi anni hanno raggiunto la cifra di 8 m€ tra perdite su crediti e similari».

Per gli esborsi sugli investimenti Tiberi spiega: «Dal 2008 in poi, non sono stati fatti aggiustamenti tra i valori di ricavo effettivi e quelli previsti e, purtroppo, in tale periodo i consumi si sono ridotti».

Così quanto incassato da Acquedotto del Fiora, precisa il presidente, «è stato minore di quello previsto, mentre i costi e gli investimenti del gestore sono stati coerenti con quanto pianificato. Per questo l’Autorità idrica toscana, secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, ha previsto un rimborso, per un importo medio di circa 16 euro a utente, che sarà richiesto in più rate a partire dalle bollette in emissione nel mese di ottobre. Sono conguagli relativi al periodo in cui Acquedotto del Fiora ha realizzato oltre 120 milioni di euro di investimenti per gli anni che vanno dal 2008 fino al 2012, per garantire acqua con elevati standard qualitativi».

E, infine, sulla questione del depuratore ancora inesistente di Arcidosso, anche qui il presidente Tiberi spiega che la richiesta in bolletta è tutt’altro che peregrina. «Il depuratore di Arcidosso – conclude il presidente di Acquedotto del Fiora – è dentro il programma di investimento di Acquedotto del Fiora, è un’opera prevista e dunque i cittadini sono chiamati a contribuire alla sua realizzazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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