Il dolore
Picchia la mamma con un manico di scopa
Il padre finisce con il naso fratturato all’ospedale: nei guai un ragazzo di 24 anni
ARCIDOSSO. A loro non era bastato metterlo al mondo. Non era bastato farlo crescere, accompagnarlo lungo il suo percorso. Avrebbero dovuto subire, una volta diventato grande, le violenze e le minacce di un figlio ancora giovanissimo. Che voleva i soldi dei suoi genitori e che per averli non si sarebbe fermato nemmeno davanti a papà e mamma, alle due persone che gli avevano dato la vita.
Era il 31 agosto di due anni fa quando il padre, 51 anni, è dovuto andare all’ospedale di castel del Piano per farsi medicare. Il suo volto era una maschera di sangue: aveva il setto nasale e la mascella fratturata. E a ridurlo in quel modo era stato il figlio ventiduenne, al culmine di una lite. L’ennesima. E che non sarebbe stata nemmeno l’ultima.
Fino a dicembre di due anni fa infatti, il ragazzo, che oggi ha 24 anni, ha tenuto sotto scasso i genitori. «Sei un bastardo, un vigliacco, non servi a niente», ha urlato più volte dietro a suo padre. E ancora: «Durante la notte lo vedi cosa ti succede, ti tiro un cazzotto e ti faccio scendere tutte le scale». Minacce che sono diventate realtà quando il ragazzo non riusciva a controllarsi. Nemmeno di fronte a due genitori disperati, che non trovavano la forza per uscire da una situazione come quella. Non era solo il padre la vittima del giovane di Arcidosso. Anche la mamma non è mai stata risparmiata da minacce e botte. «Te non sei buona a fare niente, non capisci niente», la ha ripetuto più volte. «Ti ammazzi da sola o lo faccio io?», le ha urlato dietro. E poi c’erano le botte: calci e pugni nei confronti del padre, in più occasioni. Colpi tirati con il manico della scopa alla madre. E in quegli accessi d’ira, quello che c’era nell’appartamento della famiglia andava in frantumi: mobili, soprammobili. Ricordi e simboli di una vita e di una famiglia che ha visto trasformare in un incubo quello che erano riusciti a costruire.
Ogni volta, poi, il ragazzo chiedeva soldi. Somme di denaro, quasi ogni giorno. Tanto da privare i genitori di tutti i risparmi che erano riusciti a mettere via con il loro lavoro.
Il giudice per l’udienza preliminare Marco Bilisari ha deciso di rinviare a giudizio il ragazzo, che oggi ha 24 anni. Il 3 marzo si svolgerà l’udienza davanti al giudice Andrea Stramenga.
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