Il dolore
Non si fermò dopo l’incidente Pena di ventidue mesi
GROSSETO. Non si era fermato dopo aver causato l'incidente in cui aveva perso la vita un automobilista ed erano rimaste ferite altre sei persone. Un'aggravante per Vincenzo Riemma, 24 anni, abitante...
GROSSETO. Non si era fermato dopo aver causato l'incidente in cui aveva perso la vita un automobilista ed erano rimaste ferite altre sei persone. Un'aggravante per Vincenzo Riemma, 24 anni, abitante ad Alberese, processato all'udienza preliminare (la sentenza è adesso disponibile) per quanto avvenuto l'8 agosto 2012 sull'Aurelia, al Collecchio, intorno alle 23. Ha patteggiato un anno e 10 mesi (pena sospesa - ma la patente è sospesa per due anni 10 mesi e 15 giorni) e dovrà risarcire le spese di costituzione sostenute dai familiari della vittima con 5.200 euro complessivi. Riemma era alla guida di un autocarro Mitsubishi 200, diretto verso Roma. Omicidio colposo per la morte di Donato Pasqualino, 42 anni, di Roma, appartenente alla guardia di finanza e in servizio a Fiumicino, alla guida di una Fiat Idea. Una morte causata in modo indiretto: secondo la ricostruzione della Procura, il Mitsubishi avrebbe urtato la Fiat Idea che era finito contro un casottino dell'Anas adiacente alla carreggiata ed era tornata sull'asfalto, perpendicolarmente, finendo per essere colpita dalla Toyota Yaris Versus che viaggiava regolarmente sulla corsia di sorpasso, con due persone a bordo.
Riemma doveva rispondere anche di lesioni colpose per le ferite causate a questi ultimi due (rispettivamente 5 e 30 giorni di guarigione). Donato era in auto con un suo amico, il frate Bruno De Sensi, di origini gavorranesi, anch'esso ferito, così come le altre tre persone trasportate sulla Versus. La polizia stradale aveva effettuato i rilievi
Il giudice ha riconosciuto, oltre all'incensuratezza, il corretto comportamento processuale dell'imputato ma dichiara di non poter dire altrettanto di quello tenuto in occasione dell'incidente. Ma ha comunque concesso la sospensione della pena. Difesa Badini e Bancalà. Pm D'Amelio. (p.s.)
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