Sicurezza
Mabro ai ferri corti con l’Inps, il commissario prepara la denuncia
Coscione ipotizza la turbativa d’asta dopo il caos sulla cassa integrazione Tra pochi giorni sarà pubblicato il bando per la cessione della società
GROSSETO. «Mi riserverò di agire nelle sedi opportune». Non c’è alcun dubbio che nelle parole del commissario della Prodi bis della Mabro, Paolo Coscione, echeggi amarezza e rabbia. E il destinatario di queste parole, questa volta, è un altro istituto dello Stato: l’Inps. Perché la nota scritta dalla direttrice della sede provinciale di Grosseto sui ritardi nel pagamento della cassa integrazione per i lavoratori della Mabro, non è andata giù al commissario straordinario. «Si potrebbe anche configurare il reato di turbativa d’asta - spiega - visto che al ministero stanno pubblicando il bando. Appena conclusa questa vicenda mi riserverò di rivolgermi agli organi competenti».
Tutto è cominciato con la protesta dei dipendenti di Abbigliamento Grosseto che pochi giorni prima di Natale hanno scoperto che lo stipendio del mese di novembre sarebbe slittato probabilmente all’anno nuovo. I lavoratori della Mabro hanno puntato il dito contro l’Inps e la direttrice dell’istituto, Serenella Lensi ha invece attribuito al commissario Coscione la responsabilità del ritardo. Spiegando che probabilmente, l’intoppo ha riguardato l’invio del file con la lista dei nominativi dei dipendenti. «La direttrice dell’Inps probabilmente non è informata - dice invece il commissario Coscione - primo perché mi confonde con un liquidatore, quando il mio mi è stato affidato direttamente dal Ministro. Poi perché dovrebbe sapere che l’invio dei nominativi avviene in automatico una volta attivata la procedura di cassa integrazione. Per di più, sapendo che nel mese di dicembre c’erano anche giorni di festa che avrebbero potuto determinare ritardi, abbiamo provveduto a far partire quella lista qualche giorno prima».
La procedura, quindi, da parte del commissario straordinario, sarebbe stata rispettata alla lettera. I soldi non sono ancora arrivati sui conto correnti dei lavoratori della Mabro, che stanno anche aspettando la pubblicazione del bando per la cessione della società. E almeno da questo punto di vista, le parole di Coscione sono confortanti. «Sono passati i 90 giorni per le osservazioni ministeriali - dice - e il bando verrà pubblicato, dopo alcuni piccoli aggiustamenti, così come era stato predisposto. È questione di giorni, ormai». Nonostante siano passati più di tre mesi dal deposito del bando al ministero dello Sviluppo economico il commissario ha continuato a incontrare i rappresentanti di vari gruppi italiani e stranieri che hanno manifestato interesse per l’azienda di via Senese. Ed è proprio rispetto a queste trattative che le parole della direttrice dell’Inps hanno fatto saltare sulla sedia il commissario della Prodi bis. «Siamo riusciti a trovare la quadratura del cerchio con i sindacati e con i lavoratori - spiega - che hanno capito l’importanza di restare uniti e di lavorare affinché chi si avvicina a questa società possa farlo considerando proprio un clima di collaborazione». L’ingresso a gamba tesa su una questione delicata, come quella della cassa integrazione, da parte dell’Inps non è piaciuta a Paolo Coscione. «Non serve alcun mio ok per la trasmissione di quei dati, che avviene attraverso Confindustria - ribadisce - e che un’istituzione si sia spinta ad accusarmi di una cosa del genere mi ha lasciato davvero con l’amaro in bocca». Il lavoro che Coscione sta facendo, a Roma come a Grosseto, è estremamente delicato.
«Abbiamo avuto problemi anche con la custodia giudiziale del capannone - aggiunge - e probabilmente sposteremo gli uffici amministrativi in un’altra sede, per continuare a lavorare in attesa della cessione della società».
In attesa, quindi, che i cancelli dello stabilimento possano tornare ad aprirsi e che le vestaglie azzurre si rimettano al lavoro per confezionare quei capi d’abbigliamento che piacevano tanto agli uomini.
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