Il Tirreno

Grosseto

«Miseri contributi per l’agricoltura»

«Miseri contributi per l’agricoltura»

Rustici (Associazione Vita) contesta i criteri per l’erogazione dei risarcimenti per i danni dell’alluvione del 2012

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ORBETELLO. «L'agricoltura considerata come l'ultima ruota del carro». Lo dice Giuseppe Rustici, presidente dell'associazione Vita, Volontari indipendenti territorio dell'Albegna, intervenendo sul tema dei contributi alluvione alle imprese agricole.

«Alle imprese agricole danneggiate dall'alluvione – dice Rustici – è stata riconosciuta una percentuale che possiamo considerare una elemosina». Alle aziende che operano nel settore agricolo è stato, infatti riconosciuto un misero 10 per cento a dispetto del 75 per cento destinato alle imprese extra agricole. «Troppo poco» secondo Rustici se si pensa a quante sono le aziende che hanno subito danni alluvionali. Sono infatti circa ottocento le domande che sono pervenute alla Provincia da parte di coloro che sono stati danneggiati dall''alluvione del 2012 o non hanno potuto realizzare la semina a causa delle intense piogge. Anche se la percentuale è destinata a crescere e potrebbe arrivare al 17 per cento i soldi che andranno agli agricoltori, almeno a quelli che hanno visto le loro aziende distrutte dall'alluvione di San Martino, non saranno certo sufficienti a tornare a essere come un tempo».

La difficoltà nasce dal fatto che, i soldi non sono ancora arrivati a tutti i danneggiati ( il termine ultimo per presentare la documentazione per avere i rimborsi scade oggi) che, comunque, per ripartire hanno dovuto attingere ai loro risparmi. Ma c'è di più: in questi due anni alle imprese agricole è stato richiesto il pagamento delle imposte. «Come si fa a pagare i dipendenti, le tasse se poi i soldi che verranno erogati sono così pochi? Le aziende per accedere alla Pac devono avere tutto in regola. Con quali soldi?». A Rustici chiediamo se sia possibile riscontrare delle responsabilità per questo diverso trattamento che ha avuto il settore agricolo rispetto a quello extra agricolo. «Forse – dice il presidente di Vita – i nostri parlamentari della commissione agricoltura avrebbero dovuto spingere maggiormente per cercare di ottenere cifre più alte». Rustici si domanda poi se la soppressione delle Province non abbia in qualche modo influito nella questione. «E' difficile – continua Rustici – rilanciare un territorio che vive di agricoltura se si concede alle imprese un misero dieci per cento». Rustici poi, non pensa solo alle imprese ma anche a tutto quello che a esse è collegato, alle cooperative e all'indotto che l'agricoltura muove nel nostro territorio. «Siamo stati il primo distretto rurale d' Europa, a cosa è servito?». Una alluvione che ha messo in ginocchio imprese che magari avevano fatto degli investimenti e che, in alcuni casi, sono state nuovamente colpite dall'alluvione del 14 ottobre. Difficile, dunque, se non impossibile, ripartire. Legato poi al lavoro sia delle imprese agricole che extra agricole il tema della sicurezza del territorio. «Come può un imprenditore, nel caso si fosse rimesso in sesto dopo l'alluvione pensare di realizzare nuovi investimenti in questo territorio se poi dove vive non è in sicurezza?».

Ivana Agostini

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