Sicurezza
L’imputato a digiuno «Grazie, sono a posto così»
GROSSETO. In una pausa del processo, tra le 12,40 e le 13, Antonino Bilella e il figlio Luigi si sono incontrati brevemente nella sala dei testimoni adiacente all’aula di Corte di assise, su...
GROSSETO. In una pausa del processo, tra le 12,40 e le 13, Antonino Bilella e il figlio Luigi si sono incontrati brevemente nella sala dei testimoni adiacente all’aula di Corte di assise, su autorizzazione del presidente.
Antonino aveva salutato il figlio appena entrato in aula al mattino all’arrivo dal carcere di via Saffi, con un cenno della mano, avendolo scorto tra il pubblico. E poi i due hanno potuto scambiarsi qualche parola nella saletta. Bilella ha di fatto digiunato: «Ma lei non si fa portare nulla da mangiare?» la domanda nell’aula semivuota quando tutti erano usciti per rifocillarsi. L’imputato 70enne ringraziando si è aperto in un mezzo sorriso, ha detto indicando l’addome di essere «a posto così», di non voler insomma nulla. Ha fatto due passi per l’aula, sgranchendosi le gambe, parlando un po’ con la polizia penitenziaria che non lo ha lasciato un attimo ma per lo più ha ascoltando i discorsi che si sono intrecciati mentre la corte era ritirata in camera di consiglio: il capodanno, i processi, i figli, i viaggi... Questioni di tutti i giorni che scorrono mentre in cella da più di un anno tutto sembra fermo.
La prima parte dell’udienza era stata dedicata alle eccezioni preliminari, sollevate dall’avvocato Bruno Leporatti: tutte respinte. Le prime due vertevano sulle modalità di estrazione dei giudici popolari, ritenuta irregolare e comunque tardiva. Due poi i giudici popolari (un effettivo e una supplente) che a suo giudizio si sarebbero dovuti astenere. Contrari i pm, i giudici hanno respinto le due eccezioni dopo quasi due ore di camera di consiglio.
E così è avvenuto (ma la camera di consiglio è durata oltre due ore) anche quando è stata chiesta la nullità del decreto di citazione. E' giusto, ha sostenuto Leporatti, che un imputato abbia soltanto due avvocati per la difesa tecnica e che soltanto due difensori possano dialogare con il giudice. Ma non è giusto che all'udienza preliminare sia stato ritenuto come facente parte del “pubblico” un terzo difensore (l'avvocato Carnicelli), estromesso in quella circostanza. Il pm Ferraro, portando il file audio di quel giorno, osserva che l’udienza «non andò proprio così» e che nessuno l’aveva cacciata e che lei si era allontanata volontariamente: «scelta difensiva» quella di affidarsi a un sostituto, Riccardo Lottini. Eccezione «destituita di fondamento» la definisce la Corte di assise come anche la quarta eccezione, quella sulla presunta mancanza dei termini a comparire dopo l’anticipazione dell’udienza (dal 14 gennaio al 30 dicembre, cioè ieri), con l’invito a fissare un’altra data: i giudici notano invece c'è stata solamente attività di rinnovazione senza che vi fosse obbligo di concedere nuovamente altri venti giorni.
(p.s.)
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