Il dolore
Un presepe subacqueo all’Argentarola
La semplice iniziativa di cinque amici diventa un’attrazione: «Ora ci è venuta la voglia di fare le cose in grande, magari l’anno prossimo...»
ARGENTARIO. Presepe subacqueo nella acque dell'Argentario, nella grotta piccola dell'Argentarola. Lo hanno deposto, prima di Natale, cinque amici subacquei di Grosseto, Franco Monaci, Juri Catoni, Helga Angelini, Pier Francesco Cardalesi e Alessandro Addino.
I cinque “cialtroni” come dicono di chiamarsi, hanno preso questa decisione in modo del tutto goliardico e spassoso tanto che Franco Monaci, istruttore subacqueo, dal quale ci siamo fatti raccontare come è nata l'idea, non riesce a capacitarsi della eco che il loro gesto abbia avuto e di tutto l'interesse per il loro piccolo presepe. «Lo abbiamo fatto così – racconta – per gioco e divertimento senza immaginare che poi il nostro piccolo presepe avrebbe avuto tutta questa risonanza e attenzione». I cinque sub hanno preso comunissime statuite del presepe, le hanno piombate e hanno deciso di fare la loro uscita in mare. Hanno scelto il luogo della loro immersione, l'Argentarola, nel mare dell'Argentario e con una barchetta che non poteva contenere più che loro cinque e la loro attrezzatura hanno realizzato il loro presepe subacqueo posizionando la sacra famiglia e i re magi. E le statuine sono lì, a tre metri di profondità, in modo che tutti, anche i sub meno esperti, quelli con brevetti bassi, possano andare a vederle.
«Abbiamo scelto quella posizione, non troppo profonda – dice Monaci – proprio perchè abbiamo pensato che in questo modo fosse visibile anche a chi non sa immergersi troppo in profondità». Un gesto semplice, istintivo, che però ha avuta molta risonanza, del tutto inaspettata per i protagonisti. «Non pensavamo che succedesse tutto questo e forse – continua – questo è proprio il bello». Il presepe è stato realizzato per passare una giornata insieme, divertirsi e terminarla poi con una grande mangiata, come poi in realtà è avvenuto. «Persone di basso profilo» come si definiscono, che non credono di aver realizzato nulla di eclatante ma che invece, dopo aver postato le loro gesta su Facebook, si sono resi conto di aver fatto un qualcosa che aveva incuriosito molti e aveva ricevuto molti consensi.
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Una immersione natalizia come quella che i cinque realizzano ogni anno per scambiarsi gli auguri nell'elemento che più amano, l'acqua e che è diventata, invece, un qualcosa di speciale. Forse a rendere speciale il presepe dei “cialtroni” è proprio l' essere, il loro, un gesto naturale. I cinque sub hanno realizzato il presepe con lo stesso spirito con il quale lo avrebbero realizzato nelle loro case senza dare al fatto nessuna rilevanza pubblicitaria. Un “mettiamo quattro statuine sott'acqua” che ha raccolto interesse e ammirazione e che adesso fa riflettere i cinque. «A questo punto – dice Monaci – ci viene quasi l'idea di rifarlo più in grande e magari coinvolgere davvero la stampa». E proprio sul suo profilo Facebook Monaci, pochi giorni dopo l'immersione aveva postato le foto di un articolo di giornale sul presepe di terracotta di Caltagirone e quello in apnea di Milazzo. Da oggi anche il presepe dell'Argentarola avrà gli onori della cronaca al pari di presepi più titolati. (i.a.)
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