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Permesso soggiorno «Firma falsificata»
GROSSETO. C’è un ulteriore strascico giudiziario dell’operazione Caccia, quella condotta dai carabinieri che aveva portato all’accertamento di un’attività di immigrazione clandestina e per il quale è...
GROSSETO. C’è un ulteriore strascico giudiziario dell’operazione Caccia, quella condotta dai carabinieri che aveva portato all’accertamento di un’attività di immigrazione clandestina e per il quale è in corso il procedimento principale. È un rinvio a giudizio (udienza filtro il 4 febbraio, davanti al collegio) per uno dei prinicipali imputati, Marcello Moretti, e per una dipendente dello Sportello unico per l’immigrazione, Patrizia Favetta. Entrambi sono state rinviati a giudizio per la contraffazione di vari documenti in concorso, anche se alcuni casi riguardano il solo Moretti, ex dipendente di Confesercenti.
E proprio da una querela di Pier Ferruccio Lucheroni, presidente di Confesercenti, dell’aprile 2012 era partita la nuova inchiesta, anche questa seguita dai carabinieri della Procura. In sostanza, Moretti avrebbe messo la falsa firma di Lucheroni su alcuni documenti, con lo scopo di facilitare il rilascio del permesso di soggiorno di una straniera. Moretti avrebbe messo la firma su una comunicazione di Lucheroni che avrebbe dichiarato di voler subentrare alla mamma per l’assunzione della straniera; sul contratto di soggiorno (insieme alla Favetta), su un modulo (solo Moretti), sul verbale di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro tra la straniera e Lucheroni (solo Moretti); sulla dichiarazione senza data rilasciata dallo sportello unico e relativo alla volontà di Lucheroni di assumere la donna.
Per il falso, Moretti avrebbe istigato la Favetta, sottoponendole il contratto di soggiorno firmato da Lucheroni: entrambi avrebbero attestato falsamente che la firma era stata posta davanti al funzionario.
Infine, tutti i comportamenti precedenti avrebbero comportato un ingresso illegale della donna nel territorio italiano, con documenti contraffatti o comunque ottenuti illegalmente. Difesa Arcioni, pm Nassi.
(p.s.)
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