Il Tirreno

Grosseto

FEDERALISMO

La strada della Chiocciolaia ora è comunale

di Maurizio Bernardini
Uno tratto della strada della Chiocciolaia
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Uno tratto della strada della Chiocciolaia

Passano dal Demanio al Municipio anche il palazzo ex Intendenza, pinete e terreni. Niente da fare per forte San Rocco

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GROSSETO. Qualcosa sì, qualcos’altro no. È un respiro a metà quello che possono fare i grossetani alla fine (repentina) dell’ultimo consiglio comunale del 2014. Passa la delibera che segna l’acquisizione di una serie di beni dalle mani del Demanio a quelle del Municipio, ma resta palpabile la tensione tra gli enti. Sì, perché qualcosa non è andato come poteva e doveva andare. E la reazione del capo della giunta, Emilio Bonifazi, non s’è fatta attendere.

Tutto nasce dalla necessità di dare delle risposte ai cittadini. Enormi porzioni di città – e non solo – sono in mano allo Stato che però non sa cosa farsene e, vuoi per mancanza d’idee, vuoi per mancanza di denari, le lascia andare in malora o giù di lì. Ecco però uno spiraglio: il federalismo demaniale, ovvero il passaggio - a titolo gratuito - di beni d’interesse pubblico dal Demanio ai Comuni. Strumento che può dare risposte concrete alla gente stanca di pagare fior di tasse e ricevere in cambio servizi scadenti. Cittadini che non vogliono sentire storie sulle competenze scritte nelle carte bollate.

Qualche esempio arriva dai residenti in zona Chiocciolaia: la strada, abbandonata da anni, ora passa in completa gestione comunale. Lì il Demanio non c’entra più nulla. E starà agli uomini di piazza del Duomo 1 tenere l’area in condizioni ragionevoli.

Interessata dal passaggio di consegne anche parte del palazzo dell’ex Intendenza nel centro storico, tra via Goldoni e piazza San Michele. Lo stabile diviene, comprensivo di giardino e foresteria, immobile di gestione municipale.

Tutte acquisizioni gratuite e messe nero su bianco proprio grazie al principio federalista. Tra queste c’è un terreno sul lato destro del canale di San Rocco, così come spuntano numerosi spazi nella zona industriale di Marina. Spetterà al Comune tenere a modo diversi fossi, tra cui il Salica Sugherella, Molini, San Giovanni e Beveraggio. Sotto la campana comunale finiscono anche pineta e arenile di via del Tombolo a Marina, strada delle Collacchie e terreni a Barbanella.

«Oggi – spiega il sindaco, Emilio Bonifazi – grazie a queste acquisizioni, siamo nella condizione di dare risposte ai cittadini che aspettano da lungo tempo una serie d’interventi di manutenzione». Insomma, il Comune, tanto per dirla con le parole dell’assessore al bilancio, Paolo Borghi, «è stato tempestivo e ha seguito passo passo il complesso iter burocratico per cogliere tutte le possibilità offerte dalla legge sul federalismo demaniale».

Ma non è tutto oro quel che luccica. Perché accanto a diversi successi, il Municipio incassa e certifica pure qualche no: lo splendido e sottostimato forte di San Rocco a Marina, resta nelle mani dello Stato. E questo nonostante il Municipio chieda di entrare in possesso del bene per valorizzarlo già dal lontano 2006. Stesso discorso per le aree ex Diversivo in città. Ecco perché il sindaco tira dritto e, nel caso tutto dovesse restare immutato, promette provvedimenti. «Ci assicureremo con apposite ordinanze che il Demanio si faccia carico in pieno della loro manutenzione, visto che fino a oggi è stato il Comune, pur non avendo titolo, a sostenerne tutti i costi per mantenere una situazione di decoro della città». A qualcuno, a Roma, fischieranno le orecchie.

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