Il dolore
La maggioranza latita, e salta il consiglio
Manca di nuovo il numero legale e s’infuria Agresti (Fi): «Atto grave nei confronti della città»
GROSSETO. Forse erano a casa a mangiare il panettone, forse da qualche altra parte. Sta di fatto che ieri il consiglio comunale è saltato per l’ennesima volta. E dall’opposizione scoppia l’inevitabile polemica. «Un atto grave nei confronti della città» tuona Luca Agresti. Per il capogruppo di Forza Italia non ci sono mezze misure, né scusanti. «Tutti i componenti della maggioranza, tranne uno colpito da un grave lutto familiare nei giorni scorsi, avrebbero dovuto assicurare il numero legale. Invece nulla. E non è la prima volta».
Agresti è tagliente. Dimostra disponibilità da un lato, ma intransigenza dall’altro. «Su argomenti importanti come quelli che c’erano in discussione, la maggioranza aveva l’obbligo politico e morale di mantenere il numero legale. Cosa che invece non s’è verificata. Noi ci siamo comportati in modo serio e rispettoso nei confronti dei cittadini, con la presenza all’ordine del giorno sui beni del Demanio, ma non è possibile andare avanti così». Per il capo di Forza Italia occorre una presa di coscienza della faccenda, «una riflessione dentro la maggioranza. Troppe volte è saltata la seduta. Non ricordo neppure più quante sono. La politica, invece, si fa con testa e cuore. Non così».
Tanti gli argomenti di peso che sarebbero dovuti finire all’attenzione dell’assemblea. Tra questi il rinnovo dei servizi della partecipata Netspring e i bilanci di Iside. Nulla di fatto per il rendiconto di tutti gli enti partecipati dal Comune. In fumo pure molte mozioni. Tra queste spicca quella presentata dalla lista Lolini, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle e dedicata all’abbattimento di piante colpite da matsucoccus. Non finisce all’attenzione degli uomini eletti dai grossetani neppure l’idea di Fabrizio Rossi, che ha presentato formale richiesta affinché sia devoluto il gettone di presenza dei consiglieri a favore della raccolta fondi promossa dal Comune di Manciano dopo la tragica alluvione di metà ottobre scorso. All’aria anche le mozioni sui decibel: niente sforbiciata ai regolamenti per lo svolgimento della musica dal vivo (presentata dal gruppo consiliare Pd). E niente discussione delle modifiche alla legge regionale 89/98 presentate dai consiglieri Laurenti, Rosini, Tinacci, Bartolini, Piandelaghi, Quercioli, Tancredi (Pd); Pacella (Lista Lolini) e Treglia (Grosseto insieme).
Evaporano tutte le interrogazioni: niente chiarimenti sul controllo del rispetto delle norme legate al possesso del tagliando invalidi da parte dei familiari di disabili (presentata da Pier Francesco Angelini, FdI). Nessun cenno alle delucidazioni riguardo la nomina del direttore generale e amministratore delegato di Sei Toscana (richiesta di Giacomo Gori, M5s). Non si parla, infine, neppure di case popolari, aree Peep e impegno finanziario dei campionato di vela, interrogazione di Lista Lolini e Luigi Colomba.(m.b.)
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