Il Tirreno

Grosseto

odiessea in stazione

Interviene la polizia per far scendere i pendolari dal treno

Francesca Gori
Interviene la polizia per far scendere i pendolari dal treno

L’Odissea del presidente del Fiora: «Potevano aprire le porte, siamo stati ostaggio del capotreno»

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GROSSETO. È dovuta intervenire la polizia per “liberare” un migliaio di pendolari che erano rimasti a bordo dell’Intercity 505 che era partito da Ventimiglia per raggiungere Roma. Tra i passeggeri del convoglio c’era anche il presidente di Acquedotto del Fiora spa Tiberio Tiberi che proprio ieri, alle 12.30 era salito sull’Intercity diretto nella capitale per trascorrere questi giorni di vacanza.

Il treno era arrivato in città in perfetto orario e il presidente era salito a bordo certo di arrivare a Roma alle 14.20. L’ultima tappa doveva essere la stazione Ostiense, ma una volta arrivati a Trastevere, il treno si è fermato ed è cominciata l’Odissea dei pendolari: sportelli chiusi e nessuno che spiegasse loro il perché di quella fermata. «Ci hanno soltanto detto che si trattava di un guasto sulla linea elettrica, più a sud rispetto a dove dovevamo arrivare noi - spiega il presidente di Acquedotto del Fiora - ma l’assurdo è stato non farci scendere dal treno a Trastevere». Dalla stazione dove l’Intercity si è fermato a quella successiva infatti, ci sono pochi chilometri. E soprattutto, ci sono i mezzi per raggiungere ogni zona della città. «Il capotreno non si è voluto assumere la responsabilità di aprire le porte del treno - dice Tiberi - di fatto lasciando un migliaio di perrsone per più di un’ora ferme ad aspettare di ripartire quando, in pochi minuti, il problema poteva essere risolto».

L’Intercity, infatti, era fermo in stazione. E le porte, alla fine, il capotreno le ha aperte. Ma solo dopo che era intervenuta la polizia chiamata dai pendolari esasperati. «Nessuno ci ha detto cosa stesse succedendo e nessuno ci ha spiegato il perché di quel blocco - aggiunge il presidente del Fiora - il problema sembrava riguardare la linea elettrica dopo la stazione Ostiense. Ma per non assumersi la responsabilità, il capotreno ci ha tenuti in ostaggio».

Per fortuna, è passata soltanto un’ora da quando il treno si è bloccato a quando le porte si sono finalmente aperte e i viaggiatori che erano a bordo sono potuti scendere e raggiungere la città, chi con la metro, chi con il taxi o con l’autobus.

Una disavventura finita bene. «E pensare che l’Intercity - dice Tiberi - era anche in prefetto orario».

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