Il Tirreno

Grosseto

E nel 2016 ciclabile e nuova illuminazione

La giunta si impegna: «Obbligatorio trovare subito i soldi per la luce». E la pista «non sarà di asfalto»

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GROSSETO. Ma le “piccole manovre” per la restituzione della vita alle Mura non si fermano nella pancia del Bastione Maiano. Nel 2016 si andrà a votare per il nuovo sindaco e l’attuale amministrazione sa bene che intorno alla fortificazione medicea si combatte una delle battaglie decisive per l’indice di gradimento elettorale. Dunque ecco un anno di transizione, il 2015, che si annuncia ricco di iniziative proprio su questo fronte.

Così, sempre sotto l’albero di Natale 2014, la giunta ha infilato altri due pacchetti importanti: via libera al progetto esecutivo per la realizzazione della pista ciclabile sulle Mura e un atto di indirizzo con il quale l’amministrazione impegna gli uffici del Bilancio a reperire, nel 2015, anche i soldi necessari per la nuova illuminazione dell’intero anello fortificato. Un impegno, il secondo, che sostanzialmente vincola il primo, sancendo un principio inderogabile: se non si dà luce a quello che oggi è il regno dell’oscurità, non si fa neppure la ciclabile.

«L’anno prossimo _ dice l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Monaci _ avvieremo a soluzione anche l’eterno problema dell’illuminazione: si troveranno i soldi necessari, si elaborerà un progetto e si farà una gara d’appalto». Con l’obiettivo, ancora una volta, di “premere l’interruttore” già nei primi mesi del 2016.

Negli stessi giorni, insomma, in cui si cercherà di tagliare il nastro della ormai famosa (e per alcuni famigerata) pista ciclabile. A proposito della quale Monaci e i suoi uffici tengono a fare due precisazioni a scanso di equivoci.

«Innanzitutto_ spiega l’assessore _ si tratterà di un percorso pedonale, oltreché ciclabile». E poi, questione certamente più controversa, «non sarà realizzata in asfalto».

L’ipotesi che sul monumento piovesse una colata d’asfalto, nei mesi scorsi ha messo in allarme i grossetani scatenando furiose polemiche. A quanto pare tutto sarebbe nato da un grosso equivoco perché _ giura Monaci mostrando carte e progetti _ «mai nessuno ha pensato a quel tipo di materiale. Nel progetto, al quale poi si adeguerà il capitolato d’appalto, si parla di Colorbit, un materiale che assomiglia il più possiblie al brecciolino, sul modello, per capirsi, di quello che è stato utilizzato per il camminamento pedonale sotto il Cassero Senese».

In effetti il progetto è esplicito: «Il percorso si sviluppa per la quasi totalità su misto stabilizzato con trattamento ecologico a impregnazione (emulsioni bituminose leganti ecologiche trasparenti tipo Colorbit), che permettono di mantenere il colore della graniglia utilizzata, costituendo una soluzione ideale per garantire un ridotto impatto ambientale e una evidente similitudine con il fondo sterrato in brecciolino esistente». Il tutto, garantisce l’assessore, deciso in sintonia con la Soprintendenza.

L’anello ciclopedonale potrà essere “imboccato” da tutti gli innesti intorno alle Mura. Dunque da via Mazzini (Sala Eden), da via Saffi (lato piazza del Popolo), ancora da via Saffi, angolo via Amiata (di fronte alle carceri) e da via del Mulino a Vento (di lato al Teatro degli Industri).

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