Il Tirreno

Grosseto

Chiude Coin, apre H&M Diciannove posti a rischio

di Francesca Ferri

Lo storico negozio nel Corso cede il passo alla catena svedese a buon mercato che assumerà venticinque giovani. Inaugurazione alla fine di aprile

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le voci circolavano da almeno un paio d’anni ma ultimamente la preoccupazione si leggeva sulle facce delle commesse. Ora la notizia è confermata, ed è stampata nei manifesti attaccati alle vetrine: la Coin liquida tutto per cambio gestione. In altre parole chiude e al suo posto arriva la catena di abbigliamento svedese a buon prezzo H&M.

A metà febbraio – questa l’indicazione del proprietario del negozio, Orazio Olivo – si concluderà la più che ventennale storia della Coin di Grosseto, aperta nel 1991, e il mezzo secolo di storia di gestione degli Olivo, che sempre qui nel 1960 portarono i Grandi Magazzini. Si chiude un’epoca, insomma, e si apre un interrogativo: che fine faranno i diciannove dipendenti?

«Da tempo Coin ha cambiato filosofia – spiega Olivo – e sta puntando verso un target più alto. Nelle grandi città alcuni punti vendita sono già stati trasformati con un corner di grandi marchi. Un target fuori portata per Grosseto che dunque non è più ritenuta una piazza interessante».

Un’analisi che, da sola, dà molto da riflettere sull’economia locale e la capacità di acquisto dei grossetani, crollata negli ultimi anni, a giudicare dalla quantità di negozi che continuano a chiudere. A breve tra questi ci sarà anche la Coin, che farà posto alla più economica H&M.

«La trattativa con H&M e altri gruppi va avanti da tre anni – spiega Olivo – e abbiamo rifiutato tante proposte perché nessuno voleva saperne di reintegrare il personale. Abbiamo tenuto duro fino ad ora, ma il 31 dicembre scade il contratto con Coin».

Per Olivo, insomma, una chiusura annunciata, ma non per questo meno amara, tanto che già l’anno scorso, per lo stesso motivo, l’imprenditore ha dovuto chiudere la Coin di Orbetello, anch’essa di sua proprietà, affittando a Oviesse: stesso gruppo ma prezzi più popolari.

Via il made in Italy, dunque, dentro il made in Sweden: gli abiti H&M occuperanno tutti e tre i piani dell’immenso fondo commerciale, per due terzi di proprietà di Olivo e per un terzo di altri, tra i quali la Curia.

«H&M – spiega Olivo – entrerà il 1º marzo. Poi serviranno circa un paio di mesi di lavori. Dovrebbero aprire entro fine aprile. La Coin, invece, ha otto settimane di liquidazione totale della merce, quindi chiuderemo verso metà febbraio». Intorno a Olivo c’è una ressa di clienti che hanno preso d’assalto il negozio. «Sì, è pieno di gente – spiega Olivo celando a stento l’amarezza – ormai eravamo nel cuore della gente».

L’arrivo del nuovo store segna dunque la fine di un’epoca. E non solo.

Alla Coin lavorano 19 dipendenti. E con la chiusura del punto vendita sono tutti a casa. «H&M – spiega Olivo – non vuole impegni quanto all’assunzione del personale esistente. Prevedono sì di assumere 25 persone, ma possibilmente molto giovani, come in tutti i loro negozi, che non sono esattamente commesse ma rifornitrici di banchi».

Quanto ai diciannove dipendenti, alcuni sono vicini alla pensione. «Per altri – spiega Olivo – H&M farà una selezione perché certo avranno bisogno anche di magazzinieri, di addetti ai rifornimenti. Altri cerchiamo di sistemarli in altri negozi (Olivo possiede cinque punti vendita in provincia e fuori, ndr). E poi vediamo di instaurare una trattativa sindacale. L’anno scorso a Orbetello siamo riusciti a reimpiegarli tutti. Speriamo di farcela anche stavolta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa