Attenzione
La società Il Terzo non esiste più
Ieri l’ultima assemblea ha deciso la cancellazione dal registro delle imprese dopo l’approvazione del bilancio
GROSSETO. Lo aveva detto all’inizio della sua legislatura: «Il Comune non deve fare il vivaista». E ieri, le parole del sindaco Emilio Bonifazi sono diventate qualcosa di più di una battuta politico-polemica nei confronti della società al 100% dell’Ente che aveva maturato negli anni sei milioni di euro di debiti. Il Terzo, in liquidazione dal maggio del 2010, non esiste più. O meglio: l’assemblea che si è riunita nello studio del liquidatore, il ragioniere Enrico Domenichelli, ha approvato il bilancio e ora verrà presentata l’ istanza di cancellazione della società dal registro delle imprese di Grosseto.
La società era stata messa in liquidazione il 31 Maggio 2010 e rispetto alle pessimistiche previsioni di allora, la liquidazione ha permesso il pagamento di tutti i debiti verso terzi: ex dipendenti, che dovevano riscuotere il Tfr e le retribuzioni, verso i fornitori, nei confronti dei professionisti, delle banche ma anche di Equitalia, con la quale erano in corso due pesanti rateizzazioni per contributi e ritenute che non erano stati versati prima che appunto la società fosse stata messa in liquidazione.
«Abbiamo approvato il bilancio - spiega il sindaco Emilio Bonifazi - esprimendo un ringraziamento al liquidatore e uno particolare al Monte dei Paschi di Siena che ha sostenuto la società nel tempo, ha favorito la conclusione della trattativa di vendita dei due comparti vivaistici alla Tesi Group di Pistoia, e infine ha stralciato in maniera particolarmente significativa il proprio credito favorendo così la migliore conclusione possibile della procedura di liquidazione volontaria».
Una situazione, quella della società che era stata praticamente “regalata” al Comune, che per anni non ha fatto dormire sonni tranquilli all’amministrazione.
È una vicenda che viene da lontano, quella dell’azienda vivaistica che il Comune ha venduto alla Giorgio Tesi group di Pistoia nel 2011. Prima la società agricola e vivaistica. Poi, con l’ultima parte che ha dovuto aspettare l’autorizzazione del ministero dei beni architettonici anche la società proprietaria degli immobili dove è prevista la realizzazione dell’albergo di campagna.
Un’acquisizione, quella da parte della Giorgio Tesi Group, che ha portato nelle casse del Comune cinque milioni e mezzo di euro, a fronte di una situazione debitoria che era quasi della stessa cifra. Ora, all’appello mancano ancora circa settecentomila euro che il comune punta a riscuotere. Soldi di un finanziamento contratto dalla società ma che non è mai stato rimborsato. «Dovremmo comunque recuperare qualche decina di migliaia di euro - dice Bonifazi - e alla fine siamo soddisfatti di come si è conclusa questa vicenda. Di fatto non abbiamo impegnato risorse per chiudere la società che ora finalmente cammina su gambe proprie. L’azienda è rimasta ed è un’attività economica importante per il nostro territorio».
Il Terzo quindi, da ieri è ufficialmente uscito dall’orbita dell’amministrazione comunale. I conti sono praticamente tornati in ordine e ora, grazie alla messa in liquidazione della società anche i dipendenti del Terzo hanno potuto riscuotere quello che spettava loro. Tfr compreso. E la stessa sorte è toccata, dopo anni di attesa, anche a fornitori e banche. Capitolo chiuso, quindi. Almeno per le casse del Comune.
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