Con l’addio alla Provincia saltano i primi sei posti di lavoro
Nessuna certezza per i lavoratori di Netspring, la partecipata che si occupa di informatica A rischio tutti i contratti a tempo determinato stipulati dall’Ente prima del maxi emendamento
GROSSETO. C’è una mail che gira tra i rappresentanti sindacali, i dipendenti e tutti gli altri soggetti in gioco. Oggetto: “Via i primi”. Un titolo dal marcato senso ironico e malinconico, che segna di fatto i primi posti di lavoro cancellati insieme alla Provincia di Grosseto. Sono sei in tutto: sei collaboratori di marchio Netspring, l’azienda partecipata che si occupa d’informatica, a cui non verrà rinnovato il contratto di collaborazione per l’ente. Gente con mutuo e famiglia, spiegano i colleghi. «Difficile dire quando e se verranno riassorbiti – spiegano i sindacati – Ad ora, in questa situazione d’assoluta incertezza, è impossibile prevedere il futuro». Sono i primi effetti del decreto Delrio prima e del maxi emendamento dopo in Maremma, territorio che come tutti gli altri in Italia sta facendo i conti con il riordino dell’ente provinciale. «Se è difficile prevedere il domani per i contratti a tempo indeterminato – riprendono i sindacati - figuriamoci per i contratti cosiddetti atipici». Infatti sono loro i primi a saltare. Sono tutti dipendenti della Netspring, quell’azienda partecipata in cui sono confluiti diversi enti maremmani, compresi Comune di Grosseto e tutti gli altri, che però lavoravano in via esclusiva per Palazzo Aldrobrandeschi. Ergo: a loro il compito di coordinare lo sviluppo informatico dell’ente, così come prevede la missione dell’azienda stessa. E questo è proprio il punto: lo sviluppo informatico rientra in quelle funzioni oggetto a loro volta del riordino voluto dal maxi emendamento e quindi, ad oggi, l’amministrazione provinciale non ha modo di sapere se dovrà ancora avvalersi di collaboratori per questo lavoro oppure no. «È un atto di precauzione» spiegano i colleghi. Infatti, per capire quanto sopra occorre attendere la valutazione attenta del patto di stabilità, legato ai tagli previsti dal decreto, pari al cinquanta per cento per le Province e del trenta per cento per le città metropolitane. Grosseto rientra nelle prime e per capire se ci saranno ancora bisogno dei servizi dei sei collaboratori e i soldi per poterli pagare occorrerà attendere del tempo. Intanto però domani scade il loro contratto e l’amministrazione ora guidata da Emilio Bonifazi ha già fatto sapere che non li rinnoverà, chiedendo anzi che entro gennaio tutte le pratiche a riguardo siano apposto. «Non ha neanche avviato una nuova selezione per questo settore – continuano i sindacati – Un’altra potrebbe arrivare tra tre o quattro mesi; quindi prima di cinque sei mesi le funzioni informatiche restano senza dei veri addetti ai lavori». Non c’è più posto per loro dopo la grande riforma del governo Renzi, almeno non per ora. «La situazione è di assoluta incertezza, dovuta anche alla carenza di linee guida a livello nazionale». Di certo invece c’è che la Provincia da una parte non può più garantire l’occupazione a questi collaboratori, ma dall’altra ha investito molto nella partecipata Netspring, di cui è prima azionista. Nel solo mese di dicembre sono stati investiti nell’azienda oltre centomila euro, tra servizio generale d’informatica (è stato aumentato l’impegno di tremila euro arrivando a ottantottomila complessivi), un progetto transfrontaliero (commessa da settantunomila euro), gestione, sviluppo, web e wi-fi e così via. «Non sappiamo però come sarà riordinata questa funzione» spiegano i sindacati, ora preoccupati di tutti quei contratti «atipici» che ruotano attorno a Palazzo Aldobrandeschi. Sono circa una cinquantina: trentotto partita Iva della Grosseto Lavoro, cinque funzionari del settore mobilità e trasporti e quella decina di dipendenti della Netspring che per ora restano al loro posto. Al momento, infatti, la Provincia ne ha portati via con sé soltanto sei.
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