Italia
Addio Samuele, in 500 al funerale
Commossa cerimonia per il giovane elettricista castiglionese
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. A quasi un mese di distanza dal tragico incidente stradale avvenuto in Honduras il 1° dicembre e che ha causato la morte di Samule Pandolfi e il grave ferimento della moglie Alice Borsetti, si sono celebrati ieri mattina i funerali dello sfortunato elettricista a Castiglione della Pescaia. In un clima pieno di commozione il Ministro del culto dei Testimoni di Geova, credo a cui Simone e la stessa Alice appartengono, ha tenuto la cerimonia al palasport di Casa Mora: oltre 500 sono state le persone che hanno presenziato alla funzione, fra amici e parenti (giunti anche dalla Puglia, terra d’origine della madre), e solo il palazzetto poteva contenerne un numero simile.
Il Ministro del culto dei Testimoni di Geova, nell’officiare il rito, ha usato parole di speranza nella sua omelia per una perdita di un figlio che non può essere paragonato a nulla. Una funzione durata quasi 45 minuti. La salma di Samuele era stata composta già da alcuni giorni all’obitorio e poi è stata riportata nel cimitero cittadino per la sepoltura in terra, dalla ditta Zazzeri.
Alice Borsetti, impiegata in un’agenzia di assicurazioni a Castiglione, è sempre ricoverata in gravi condizioni in una clinica in Honduras, dopo essere stata sottoposta a molte operazioni per ridurre le fratture subite in tutto il corpo nel terribile schianto. E sulla dinamica dell’incidente sono ancora in corso le indagini della polizia honduregna. Sicuramente un pulmino si è abbattuto sulla coppia castiglionese (la versione più attendibile racconta che i due ragazzi siano stati letteralmente falciati sul ciglio della strada), dopo che quella mattina avevano deciso di regalarsi una gita su una moto per raggiungere una fiera in un paese vicino, percorrendo la “carretera Panamericana”, la strada che dalla capitale Tugucicalpa conduce a Choluteca, nella zona Nueva Arcadia a Cerro de Hula.
Samuele con il proprio corpo ha attutito il colpo su sua moglie, praticamente salvandola; ma per Alice è iniziato un calvario. In Honduras non è così semplice per uno straniero ricevere le cure mediche. L’aiuto determinante nelle prime ore è arrivato da parte di Eliseo Pastorelli, anche lui castiglionese e fratello dei datori di lavoro di Samuele, che ormai da quasi 15 anni ha deciso di stabilirsi nel paese sudamericano. Eliseo è stato durante il soggiorno dei due castiglionesi il punto di riferimento della coppia in missione, che stava pensando addirittura di trasferirsi, cercando di imparare la lingua spagnola (in Honduras è in forte crescita il culto dei Testimoni di Geova). Alice alla fine è stata ricoverata in una clinica privata (qualche ignoto nei vari spostamenti ha anche rubato le fedi nuziali), e i medici sono riusciti a salvarle la vita. Nei giorni seguenti la ragazza, saputo della morte del marito, ha chiesto di poter partecipare ai funerali, ma le sue condizioni non gliel’hanno permesso. Un’odissea è stata la trafila burocratica per il rientro della salma in Italia: fra la chiusura dell’ambasciata e disguidi vari, oltre a una rapina alle pompe funebri quando i familiari di Samuele stavano ritirando il corpo, solo dopo tre settimane la salma è riuscita ad arrivare in Maremma. Ieri i funerali, con l’ultimo saluto di Castiglione.
Enrico Giovannelli
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