Sicurezza
A Montebuono i funerali del cacciatore Remo Renaioli
Il pensionato si era sentito male prima di una battuta al cinghiale. Le esquie lunedì 29 dicembre alle 10
SORANO. Si terranno alle 10 di lunedì 29 dicembre nella chiesa di Montebuono (Sorano) i funerali di Remo Renaioli, 67 anni, il cacciatore morto sabato 27 dicembre poco prima di una battuta di caccia al cinghiale nei boschi di Sorano. Renaioli, classe 1947, pensionato, residente a Sorano, soffriva di cuore e si è sentito male mentre stava preparando la posta per dare inizio alla battuta di caccia.
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Erano circa le 11 di sabato mattina quando Renaioli si trovava nella zona della Roccaccia, nei pressi di Montevitozzo, nel comune di Sorano insieme agli amici, per un sabato di caccia al cinghiale. Ancora prima di imbracciare il fucile, però, i suoi compagni l’hanno visto accasciarsi. Sapevano che Remo soffriva di cuore e non hanno esitato un attimo a chiamare i soccorsi del 118.
La zona, isolata, è di difficile accesso. Per questo dall’ospedale Misericordia di Grosseto si è subito levato in volo l’elisoccorso Pegaso. Un’ambulanza è anche partita da Manciano e, in breve tempo, il personale sanitario ha raggiunto il luogo dove si trovavano l’uomo e la sua squadra. Medico e infermieri hanno cercato di rianimare Renaioli per più di un’ora ma purtroppo per il sessantasettenne non c’è stato nulla da fare. È morto lì, circondato dai compagni di caccia sotto choc per la tragedia. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di Sorano per la constatazione del decesso.
Renaioli era un ex dipendente in pensione del Caseificio di Sorano. Figlio unico, aveva una compagna e abitava con la madre novantenne al Poderetto, una minuscola frazione tra Elmo e Montebuono.
La tragedia di Sorano si è compiuta a sei giorni di distanza da un caso, per certi versi analogo, che ha lasciato sotto choc la comunità di Roccastrada, dove il 21 dicembre è morto nel suo letto, a 32 anni, forse per un infarto, Husein Osmicevic, origini bosniache ma cresciuto a Roccastrada, dove la sua famiglia era arrivata oltre 20 anni fa.
Anche Osmicevic aveva programmato il suo sabato di caccia nei boschi di Roccastrada, la battuta di caccia nei boschi intorno a Roccastrada, come ogni fine settimana, ma a metà giornata aveva preferito salutare i compagni e tornare a casa, perché non si sentiva bene. Si era sdraiato sul letto e quando intorno alle 15 la convivente l’ha chiamato, l’ha trovato morto.
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